Mainframe

di il
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Buongiorno!!! Sono daniele programmatore 38 anni, dinosauro dell'informatica. Analista programmatore e data base administrator sul mainframe IBM.

10 Risposte

  • Re: Mainframe

    Curiosità: quali mainframe in particolare? Z-series?

    Comunque a soli 38 anni non puoi certo definirti un dinosauro. Questo privilegio spetta semmai alla mia generazione, che ha vissuto per intero la "rivoluzione informatica" fin dalla comparsa dei primi PET ed ha fatto in tempo a lavorare sui PdP e con le schede perforate...
  • Re: Mainframe

    M.A.W ma ti sei dovuto smazzare le schede perforate per programmare?
    Non ci credo!
  • Re: Mainframe

    migliorabile ha scritto:


    M.A.W ma ti sei dovuto smazzare le schede perforate per programmare?
    Non ci credo!
    Ebbene sì, ho avuto il privilegio di usare per qualche tempo la Hollerith su un IBM System 3 in un Centro di Formazione Professionale, quando ero ancora uno studente liceale alle prese con i primi futuristici corsi serali di programmazione e automazione: così subito dopo lo stomachevole CBM PET BASIC seguito a ruota dai nobili Assembly 6502/6510 e Z80, ho messo mano a COBOL, FORTRAN 77 e Algol 60... seguiti poi dal C K&R pre-ANSI in ambiente Unix System V, annata 1984-85!

    Ricordo che su quella particolare macchina (consegnata, credo, a fine anni Settanta) il lettore di schede era di tipo ottico, non elettromeccanico, a fotocoppie e quindi velocissimo: oggetto di vanto per l'amministratore e il direttore del Centro...

    Come base di lavoro si usavano diagrammi di flusso, soprattutto JSP che all'epoca erano una sostanziale novità, e naturalmente il famigerato foglio di programmazione (o minutazione) COBOL, dal quale si procedeva alla perforazione delle singole schede.

    Comunque era come nel canto popolare della lavandaia: "ogni macchietta un bacino d'amor", vale a dire per ogni riga di codice una scheda perforata... anzi, ora vi beccate pure la Cinquetti, tanto siamo al bar.

    In seguito ho lavorato su alcuni (rari, ma non troppo) sistemi di automazione industriale basati su schede, comunque comunissime in taluni settori del tessile tra i tanti derivati del telaio Jacquard e cugine prime, come macchine da maglieria tubolari e non, almeno fino ai primi anni Novanta.
  • Re: Mainframe

    MAV ---> sembra il CV del mio vecchio capo oramai pensionato nel suo orto (bella vita), ci raccontava queste epiche nottate col mainframe IBM in casa ... robot nastri schede perforate e km di stampe da controllare. Ora in effetti le cose anche su Mainframe subisco gli influssi delle nuove architetture dipartimentali che ci spingono ad integrare i protocolli ... sistemi. Nonostante il progresso questa logica filosofica centristica del Mainframe NOCLOUD a me da ancora soddisfazione, fino a quando mi permetteranno di buttar giù analisi, codice e sottomettere LOAD e spremere MIPS e CPU% del mega cervellone e BIGDATA IBM DB2 io andrò avanti. Spero proprio di continuare qui la mia avventura informatica ... nulla come l'ambiente tecnologico dove esercito ti forma meglio per progettare, analizzare, sviluppare, testare, manutenere. Ne conosco tanti di programmatori "moderni", anche laureati, bravi, skillati ma purtroppo incapaci di sviluppare la famigerata FORMA MENTIS del informatico che in un certo senso ... (permettetemi lo slancio) "o ce l'hai o non ce l'hai" ... il mainframe è una palestra incredibile in tal senso. Saluti
    p.s. il settore mi pare ultimamente ci vede scarseggiare ... la domanda sorge spontanea, visto che non si formano nuove MainframeMinds come me, come fa a stare in piedi tutto? Il know how ... chi lo offre? Chi lo vende?
  • Re: Mainframe

    Si potrebbero riempire volumi sul dualismo tra gli unix da un lato e i mainframe dall'altro. Anche oggi che i brand unix sono scomparsi (eccetto AIX che presidia saldissimamente la sua nicchia, sempre più limitata) e il mondo *nix è tornato alle sue origini e alla sua vocazione accademica, non commerciale, opensource, hardware-unbound eccetera dopo l'assorbimento-smantellamento della Sun, ultimo superstite... c'è sempre uno spartiacque netto tra il mondo accademico e del networking, cloud, distribuito, che parla posix da un lato, e il mondo dei mainframe dall'altro.

    Dal canto mio ho avuto l'onore di partecipare alla progettazione (e successiva gestione) di alcuni supercalcolatori proprietari con architetture "tradizionali", mainframe, sia dal punto di vista hardware che software. Ho anche l'immenso privilegio di poter lavorare su sistemi Z9, Z10 e Z13 in massima configurazione per le simulazioni e verifiche di cui ho necessità per il mio lavoro di progettazione formale, e posso confermare che il mondo dei manframe è vivo, vegeto e più potente che mai.

    Laddove esistono reali criticità (top banking, finanza, assicurazioni, progettazione e gestione di sistemi critici...) si usano ovviamente sistemi e tipologie ridondanti, ma l'accento è sempre fortemente posto sui mainframe tradizionali, spesso totalmente proprietari, più che sui sistemi distribuiti basati su qualche *nix.

    In ogni caso, la realtà è molto semplice: nel 1982 i Vax11 con VMS possedevano una superiorità assolutamente schiacciante su ogni altro sistema esistente, con i loro full 32 bit hardware più parità, le CPU a discreti (i "microVax" erano ancora di là da venire!), la capacità di mappare un numero illimitato di periferiche ovunque dislocate, l'affidabilità assoluta, eccetera.
    Siamo nel terzo millennio e questo gap è solo aumentato, nonostante le discutibili "top ten" che creano grande battage pubblicitario per le macchine distribuite e i cluster linux (o quelli *BSD e Solaris, praticamente presenti in tracce omeopatiche), i coefficienti sintetici di affidabilità, volume transazionale e potenza specifica dei mainframe rimangono oggettivamente imbattibili rispetto a qualsiasi altro approccio, per quanto possano essere impressionanti e scenografici altri parametri dei sistemi contenuti nelle solite classifiche nazionalpopolari. Con buona pace anche di Cray e di quanti altri, nonostante storie di successi anche gloriose, si sono poi lasciati abbacinare da certi tipi di architetture, per questioni meramente economiche e di mercato.
  • Re: Mainframe

    Ciao ... complimenti M.A.W. il tuo livello è altissimo, immagino che solo un addetto ai lavori possa riuscire a capire ciò che scrivi, io a tratti ho avuto bisogno di Goooooglare alcune cose. I miei skills tecnici non spaziano come i tuoi lato Mainframe soprattutto a livello di sistemi e architetture. Ho fatto anni fa un bel corso in IBM sul CICS transaction server e le interfaccie CICS / Web (wsdl per intenderci per ambiente .NET) per "costruire" e installare in casa nostra un'interfaccia valida per far comunicare gli sviluppatori Mainframe e quelli lato WEB dipartimentale.
    Molto interessante soprattutto perchè fa capire ciò che asserisci tu in maniera un pò più pratica ... ossia che Host (fa più orror, mainframe fa nerd) si è da subito predisposto a mantenere una posizione "centrica" ma "polimorfica" nel mondo della nuova comunicazione per tutti on line. Io mi dedico principalmente al ruolo di analista e sviluppatore in ambito bancario, facendo anche il disegnatore e manutentore di database che nel lungo sono diventati molto BIG but not BIGDATA. Questo grazie alla capacità di IBM di stare al passo coi tempi garantendo sicurezza prestazioni e in un certo qual modo indiretto un pò tirato per i capelli di portabilità (tanto acclamata in questi anni). Se tutti gli informatici sapessero chiaramente che dietro ai ministeri, banche, assicurazioni, grande distribuzioni, multinazionali, eserciti, trasporti è tutto sincronizzato da Host, finisce tutto lì e spesso parte pure tutto da lì ... sarebbe un vanto per noi e anche una boccata d'aria per il futuro. Infine un'ultima considerazione mia che mi piacerebbe condividere. Ma tutta questa stratificazione a più livelli di software (front end esclusi), Data base relativi, architetture spesso cervellotiche e poco performanti non crea un potenziale rischio di implosione, o meglio di crollo verticale dei sistemi oltre che rischi sulla correttezza delle transazioni oltre che il rischio di dover abbattere strati perchè non più manutenibili se si perde il know how come è la tendenza dei Centri informatici (in Italia)?
  • Re: Mainframe

    alohaaaa ha scritto:


    Se tutti gli informatici sapessero chiaramente che dietro ai ministeri, banche, assicurazioni, grande distribuzioni, multinazionali, eserciti, trasporti è tutto sincronizzato da Host, finisce tutto lì e spesso parte pure tutto da lì ... sarebbe un vanto per noi e anche una boccata d'aria per il futuro.
    Il problema, caro Daniele, posiede due corna.

    Il primo corno è il mondo accademico, pervaso e intriso di sistemi dipartimentali unix recentemente affiancati e poi soppiantati da hardware low cost con linux (che non è neppure uno unix, tra parentesi). Quindi una massiccia maggioranza di informatici laureati si convince per osmosi e per mancanza di controesempi che i "grandi sistemi" coincidono col mondo Posix, e soprattutto con quel linux che spunta dovunque come il prezzemolo anziché con i ceppi unix tradizionali, dei quali oggi rimangono unicamente i *BSD da un lato e Solaris 10 dall'altro, tutti opensource.

    Il secondo corno è la pletora di programmatori autodidatti, che anche fuori dal mondo accademico subiscono l'attrazione di certo software perché gratuito, e magari coltivano l'illusione di poterne manipolare a piacimento i sorgenti (una chimera che in genere dura poco, viste da un lato le capacità del programmatore quadratico medio, e dall'altro la totale mancanza di engineering e coding standard di quasi tutto il software opensource e/o le scelte assurde di certi project manager). Quindi anche qui la mediocrità si adagia sull'idea che tutto sia facilmente accessibile, gratuito o comunque copiabile senza troppo sforzo e l'idea stessa di un singolo hardware che costa un paio di milioni di euro (licenze a parte) sembra fantascientifica, fuori dal mondo.

    Tutto ciò rende molto difficile far passare il messaggio dell'importanza e centralità dei mainframe, che pure sono dietro alla maggioranza delle realtà di Rete più famose e ovviamente alle fondamenta del mondo bancario, assicurativo, PA oltre a quanto già detto sulle grandi multinazionali.


    Per il resto, la tua considerazione sulla stratificazione eccessiva è perfettamente condivisibile, da molti anni analisti importanti (ma anche il sottoscritto) lanciano accorati appelli e manifestano preoccupazione per la direzione intrapresa nel raccordare il mainstream e il web con il mondo dei grandissimi sistemi "host".
  • Re: Mainframe

    @M.A.W. tu ti dimentichi che per il GRANDE pubblico, i GRANDI SISTEMI sono questi!!!

    https://www.top500.org/statistics/list

    I mega-super-computer, in cui Linux e' usato nel 99.X %

    I sistemi dipartimentali di banche/assicurazioni, che soppravvivono come dinosauri, nascosti nei caveau o dietro le porte blindate antifuoco di palazzi superblindati, NON li conosce nessuno.

    Come conseguenza, NESSUNO investe tempo e danaro ad imparare come funzionano.

    Questo ha un risvolto interessante:

    1) fra un po' di anni, banche ed assicurazioni saranno disposte a pagare QUALUNQUE cifra per attirare nuovi programmatori, in sostituzione di quelli che saranno morti (Gli altri SEMPLICEMENTE non li mandano in pensione )
    2) banche e assicurazioni saranno gli SPONSOR UFFICIALI di qualunque terapia medica atta a prolunguare la vita, che elargiranno GENEROSAMENTE ai loro dipendenti OTTUAGENARI perche' non se ne vadano in pensione !!!
  • Re: Mainframe

    migliorabile ha scritto:


    @M.A.W. tu ti dimentichi che per il GRANDE pubblico, i GRANDI SISTEMI sono questi!!!

    https://www.top500.org/statistics/list

    I mega-super-computer, in cui Linux e' usato nel 99.X %
    Ne parlavo appunto in questo paragrafo un paio di post fa...

    M.A.W. 1968 ha scritto:


    Siamo nel terzo millennio e questo gap è solo aumentato, nonostante le discutibili "top ten" che creano grande battage pubblicitario per le macchine distribuite e i cluster linux (o quelli *BSD e Solaris, praticamente presenti in tracce omeopatiche), i coefficienti sintetici di affidabilità, volume transazionale e potenza specifica dei mainframe rimangono oggettivamente imbattibili rispetto a qualsiasi altro approccio, per quanto possano essere impressionanti e scenografici altri parametri dei sistemi contenuti nelle solite classifiche nazionalpopolari. Con buona pace anche di Cray e di quanti altri, nonostante storie di successi anche gloriose, si sono poi lasciati abbacinare da certi tipi di architetture, per questioni meramente economiche e di mercato.

    migliorabile ha scritto:


    I sistemi dipartimentali di banche/assicurazioni, che soppravvivono come dinosauri, nascosti nei caveau o dietro le porte blindate antifuoco di palazzi superblindati, NON li conosce nessuno.
    ...senza contare i potentissimi supercalcolatori commerciali (IBM, Fujitsu, Bull/Honeywell...) e proprietari usati per le enormi simulazioni realtime e le verifiche formali di congruenza che rendono possibile lo sviluppo certificato di sistemi hard realtime life- e safety-critical sempre più complessi, affidabili, potenti e coordinati... altro che linux e unix accademici o ex-commerciali d'ogni ordine e grado.
  • Re: Mainframe

    Ciao, molto interessanti le tue analisi. Mi pare che l'informatica oramai sia diventata il quotidiano di giovani, vecchi e quelli di mezzo; questo ha fatto sì che tanti, forse troppi si cimentino nella disciplina senza concrete basi di studio. I "for Dummies" hanno illuso molte persone (me incluso). Tuttavia aveva ragionissima Obama a spingere per inserire i concetti base della "programmazione" nelle scuole dell'obbligo fin da piccoli. C'è da dire però che programmatore, analista, data base admin, sistemisti sono figure professionali che presuppongono un'attitudine che poi si trasforma "praticamente" in FORMA MENTIS, questo concetto è importantissimo e sta alla base del futuro del settore. Sulla FORMA MENTIS dell'informatico si potrebbe parlare per 1000 righe ma è importante che sia chiaro ai web nauti che un programmatore non è lo smanettone del web che crea il sito web in hosting su aruba o il blog su gugl ... tuttavia quello potrebbe essere un inizio. ma non illudetevi programmare è una psicosi alla lunga. Saluti.
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