Cambiare azienda: sono buone le mie motivazioni?

di il
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Cambiare azienda: sono buone le mie motivazioni?

Buongiorno. Vi ringrazio per aver aperto questo thread ed eventualmente se procederete a leggere.

Io in pratica lavoro, dopo aver fatto un tirocinio di 6 mesi, per un'azienda di un'altra regione. Lavoro in smart working e prendo uno stipendio relativamente soddisfacente, considerando anche che vivo a casa mia senza affitto.

Ora non vorrei farvi imbestialire, ma ho alcune ragioni per voler cercare un'ambiente diverso: l'azienda è piccolina, ha diversi progetti legacy che stanno cercando di migrare/ricostruire in tecnologie più moderne, ma non hanno conoscenze di framework front end recenti e quindi lavorano ancora in MVC e JQuery (ho più piacere a usare Vue ad esempio, ma un framework equivalente va bene e tendenzialmente vorrei imparare e usare Angular); a volte non sono chiare o sono incomplete le istruzioni che mi danno sul lavoro che devo svolgere oppure le cambiano (su richiesta del cliente) mentre sto implementando le funzionalità; temo che continuando in questa azienda la mia crescita professionale si bloccherà a un certo punto; abito in un piccolo paesino di una piccola provincia dove non conosco nessuno e desidererei migrare verso una città più grande con opportunità lavorative e sociali di maggiore rilievo; [di contro posso dire di aver preso un gatto (proprio ieri) e quindi nel caso partissi dovrò lasciarlo ai miei genitori ahah;] desidero poter andare all'estero quando possibile; e altre piccole ragione.

Cosa ne pensate voi? Il contratto mi scade ai primi di settembre e ora come ora sono propenso a non volerlo rinnovare o addirittura a lasciare l'azienda anche prima se trovo un'altra opportunità.

Fatemi sapere, grazie.

9 Risposte

  • Re: Cambiare azienda: sono buone le mie motivazioni?

    Le riflessioni che hai fatto sulla crescita professionale sono assolutamente condivisibili.
    Purtroppo in questo periodo per come stiamo messi non farei salti nel vuoto. Ti consiglio di tirare fino a fine anno quanto meno
  • Re: Cambiare azienda: sono buone le mie motivazioni?

    La questione framework mi pare irrilevante.
    Sono mode che domani saranno già superate e abbandonate.
    Puoi fare programmi sublimi in GW BASIC, se li sai fare.
    Se ben comprendo hai zero esperienza (qualche mese = zero) e in piena pandemia sogni di andare all'estero (non scontato di potrà fare).
    Hai il tuo stipendio ma vuoi restare su PHP con qualche inutile pateracchio sopra.
    Fossi in te ci ripenserei diciamo tra un 18 mesi, quando avrai maturato un minimo di esperienza da spendere in qualche altra azienda
  • Re: Cambiare azienda: sono buone le mie motivazioni?

    L'estero NON E' il "Paese di Bengodi".

    "it.wikipedia.org/wiki/Paese_di_Bengodi"

    Saresti in concorrenza con i locali e con compatrioti con maggiori competenze di te.

    Nemmeno all'estero assumono persone non competenti (NON "incompetenti" , ma semplicemente troppo junior).

    Nessuno vuole pagare stipendi 'generosi' a personale che non lo vale.
  • Re: Cambiare azienda: sono buone le mie motivazioni?

    Il Bengòdi è il nome di un paese immaginario ... ed è un sostantivo di una parola, non due parole ...
  • Re: Cambiare azienda: sono buone le mie motivazioni?

    Buongiorno. Vi ringrazio tutti per le risposte.

    Diavolo, mi state sconfortando, ma forse non era chiaro esattamente il mio progetto. Attualmente ho molte difficoltà a lavorare per questa azienda, mi stressa molto. Vorrei partire per una città più grande dove collaborerei con un'azienda più grande, anche a costo di guadagnare di meno se devo essere onesto (e folle). Io non sono sicuro purtroppo, devo ammettere, che troverei l'ambiente di lavoro "felice", ma vorrei provare a cercarlo ancora un altro po' prima di arrendermi. Quindi, passo numero 1: trasferimento in una città più grande, azienda più grande e organizzata, lavoro più stimolante, maggiori opportunità sociali (so che sembra scemo, ma anche questo punto è importante; mi sto sentendo davvero male qui dove mi trovo); 2: acquisire tot mesi di esperienza, lavorando in tale ambiente meno stressante; numero 3: andare all'estero quando possibile.

    Ho il sospetto che anche in luce di questo la vostra opinione non cambierebbe molto. Ora sono parecchio in difficoltà devo dire.
  • Re: Cambiare azienda: sono buone le mie motivazioni?

    Quando entri in una nuova azienda, DEVI mettere in conto 6 mesi/1 anno in cui lavorerai 16 ore al giorno 7 giorni su 7.

    Il motivo e' ""banale"": SE e' vero che sei un nuovo assunto, E' anche VERO che l'azienda si aspetta che diventi operativo in tempi ""ragionevoli"".
    Se vede che ""batti la fiacca"" (secondo i LORO standard, NON i tuoi ) ti da il ben servito e passa ad un'altro.

    In ogni caso, per cambiare si puo' SEMPRE cambiare. Ma fino a che non sei all'interno, e' sempre un "terno al lotto": quello che TUTTI raccontano e' che la loro azienda e' ""una grande famiglia"".

    Si, come no!

    LORO saranno anche una ""grande famiglia"" ma TU se il figlio ""illegittimo""
  • Re: Cambiare azienda: sono buone le mie motivazioni?

    migliorabile ha scritto:


    LORO saranno anche una ""grande famiglia"" ma TU se il figlio ""illegittimo""
    Concordo! ogni volta che sento questa frase mi viene da ridere
  • Re: Cambiare azienda: sono buone le mie motivazioni?

    Certo che c'è.
    Fare un errore senza imparare dagli errori degli altri.
    Questa ultima è uno dei sinonimi di intelligenza
  • Re: Cambiare azienda: sono buone le mie motivazioni?

    Ciao Raam

    Capisco bene la tua situazione perchè è la stessa in cui mi sono trovato io all'inizio della carriera: abitavo in un paesino disperso, lavoravo per un'azienda piccola a diversi KM di distanza, ...

    Il mio consiglio è quello dato da altri, ovvero di rimanere dove sei per almeno uno o due anni. Nel mentre cerca di dimostrare il tuo valore, cercando di farti coinvolgere in lavori/progetti più importanti e interessanti.

    Tieni inoltre presente che:
    - Spesso i neo assunti seguono lavori semplici e che nessuno vuole fare. In questo caso il cambiamento non porta alcun vantaggio
    - Se anche oggi trovassi aziende che lavorano con tecnologie più moderne, nel giro di qualche anno saranno obsolete. Per mia esperienza, le aziende che riscrivono continuamente il codice per stare al passo con le mode sono pochissime.
    - Nelle piccole aziende spesso il lavoro è più interessante/vario rispetto alle grandi. Infatti nelle piccole aziende spesso il programmatore fa un po' di tutto (analista funzionale, analista tecnico, architetto, sviluppatore, ...). Nelle grandi aziende spesso c'è una figura specializzata per ciascun ruolo


    Ovviamente è una scelta che devi fare tu, mixando gli obbiettivi di lavoro con quelli di vita. Per cui se nella vita vuoi trasferirti all'estero perchè non ti piace la vita in Italia, allora è un'esperienza che devi fare, a prescindere dall'ambiente di lavoro in cui ti trovi.

    Se invece vuoi trasferirti all'estero perchè ritieni che il lavoro sia più interessante, sappi che non è la nazionalità che fa la differenza, ma solo la ditta e il settore per cui lavora. Andare all'estero spesso ha più controindicazioni che vantaggi, quindi ti consiglio di pensarci bene prima di prenderla come scelta definitiva. Ho diversi amici che sono andati all'estero perchè in Italia va tutto storto, poi nel giro di 5 anni sono tornati perchè all'estero non riuscivano ad integrarsi (sanità più scadente, rapporti umani diversi, contratti di lavoro diversi, ...)
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