Come avviene l'inserimento nel mondo del lavoro?

di il
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Come avviene l'inserimento nel mondo del lavoro?

Salve, sono uno studente d'informatica al secondo anno di università e spesso mi sovvengono dei dubbi riguardo la preparazione che l'università fornisce.
Mi spiego meglio, sono consapevole che con le conoscenze della sola università non si va da nessuna parte quindi mi sorge spontaneo un dubbio, ma le aziende prendono a lavorare solo ragazzi che sono preparati nel loro ambito, oppure i ragazzi che vengono assunti imparano nel momento che vengono assunti?

12 Risposte

  • Re: Come avviene l'inserimento nel mondo del lavoro?

    Imparano nel momento in cui vengono assunti. E si devono pure arrangiare

    Non ti preoccupare: NON HA SENSO che l'univ. insegni SOLO per entrare nel mondo del lavoro.

    Il problema sarebbe: in QUALE settore specifico? Reti, Web, Database, Programmazione? In quale linguaggio? C++, Java, C#, Python, Ruby, PHP, Javascript? Per fare siti di che genere? Pubblicita'? Aziendale? Social? Video? Audio? ...
    E se uno vuole fare il ricercatore? O andare ad insegnare alle superiori? O occuparsi di remote sensing? O di Machine Learning? O di ottimizzazione? O di qualche altro strampalatissimo settore appena inventato? App per cellulari? Realta' virtuale? Social analysis? Sentiment analysis? Data mining? Pinzimonio e pinzillachere? ...

    Insomma, e' impossibile insegnare tutto, ed e' inutile fare una facolta' troppo specializzata in un settore quando nella vita lavorativa si saltera' da un settore all'altro ogni tot anni.

    L'importante e' dimostrare di essere flessibili e professionali: flessibilita' dimostrara con esami di argomenti vari, professionalita basata sul voto di laurea.

    Uno che esce con un 100 e' sempre meglio di uno che esce con il 60: NON per il voto, ma visto che il selezionatore non ti puo' conoscere, l'unica cosa che puo' valutare e' come ti sei comportato all'univ.

    In pratica: al momento il TUO LAVORO e' STUDIARE, ma anche IMPARARE A STUDIARE, perche' in 3/5 anni non impari sicuramente quello che serve per lavorare. Ti serviranno altri 3/5 anni di pratica quotidiana (8 ore al giorno, 5 giorni la settimana, 40 settimane all'anno) su UN UNICO argomento specifico per diventare ragionevolmente competente.
  • Re: Come avviene l'inserimento nel mondo del lavoro?

    Uno che esce con un 100 e' sempre meglio di uno che esce con il 60: NON per il voto, ma visto che il selezionatore non ti puo' conoscere, l'unica cosa che puo' valutare e' come ti sei comportato all'univ.
    E' pressochè irrilevante, in realtà.
    Per vari motivi

    1) c'è sempre il bias dell'ateneo. qualsiasi cosa "non padana" (cioè grosso modo sotto l'umbria) è ontologicamente ritenuta facile e di manica larghissima, quindi 110 e lode in un'università dal centro in giù è considerata "rubata" (non sto dicendo che sia vero, bensì che si ritenga venga conferita a tutti, o quasi)
    2) pressochè a nessuno interessa il voto finale (se non per i concorsi pubblici). tralasciando quelli davvero bassi (<80) gli altri non è che siano tenuti in particolare considerazione, perchè si sa benissimo che... bisognerà partire da zero o quasi
    3) ma le aziende prendono a lavorare solo ragazzi che sono preparati nel loro ambito, oppure i ragazzi che vengono assunti imparano nel momento che vengono assunti?Dipende da quale azienda.
    Se fai un'intervista per Google, Facebook, M$, Oracle eccetera (o meglio diciamo tra le 5 e le 7) si presuppone che tu non abbia nulla da imparare, anzi che sia (almeno) al livello dei migliori docenti universitari (in realtà nettamente migliore: preparazione uguale ma talento maggiore).

    Riguardo ad "aziendine" italiane (praticamente tutte <500 dipendenti, e pochissime tra 100 e 500) vige la regola generale sopra espressa.

    Il neoassunto non saprà fare praticamente nulla e sarà una "palla al piede" per mesi, se non anni, indipendentemente da ogni circostanza (=> questo non implica che sia tonto, solo che non abbia studiato nulla di utilizzabile nel mondo degli affari, o quasi).

    C'è quindi una "tolleranza" nettamente maggiore (in Italia): ti assumeranno (* meglio sarai in prova come apprendista fino - se non sbaglio - a 29 anni o qualcosa del genere) "per scommessa".

    Negli USA (mi riferisco a codesto ambito, perchè quel mercato conosco, so pochissimo del "mondo" europeo) la tolleranza è praticamente zero. Se hai 1, 2, 10, 100 lauree, 1, 2, 100 dottorati non interessa a nessuno, ma solo e solamente se saprai rispondere alle "interviste", dimostrando in concreto e non in maniera teorica o ipotetica le tue competenze.
  • Re: Come avviene l'inserimento nel mondo del lavoro?

    +m2+ ha scritto:



    Uno che esce con un 100 e' sempre meglio di uno che esce con il 60: NON per il voto, ma visto che il selezionatore non ti puo' conoscere, l'unica cosa che puo' valutare e' come ti sei comportato all'univ.E' pressochè irrilevante, in realtà.
    Per vari motivi

    1) c'è sempre il bias dell'ateneo. qualsiasi cosa "non padana" (cioè grosso modo sotto l'umbria) è ontologicamente ritenuta facile e di manica larghissima, quindi 110 e lode in un'università dal centro in giù è considerata "rubata" (non sto dicendo che sia vero, bensì che si ritenga venga conferita a tutti, o quasi)
    2) pressochè a nessuno interessa il voto finale (se non per i concorsi pubblici). tralasciando quelli davvero bassi (<80) gli altri non è che siano tenuti in particolare considerazione, perchè si sa benissimo che... bisognerà partire da zero o quasi
    3) ma le aziende prendono a lavorare solo ragazzi che sono preparati nel loro ambito, oppure i ragazzi che vengono assunti imparano nel momento che vengono assunti?Dipende da quale azienda.
    Se fai un'intervista per Google, Facebook, M$, Oracle eccetera (o meglio diciamo tra le 5 e le 7) si presuppone che tu non abbia nulla da imparare, anzi che sia (almeno) al livello dei migliori docenti universitari (in realtà nettamente migliore: preparazione uguale ma talento maggiore).

    Riguardo ad "aziendine" italiane (praticamente tutte <500 dipendenti, e pochissime tra 100 e 500) vige la regola generale sopra espressa.

    Il neoassunto non saprà fare praticamente nulla e sarà una "palla al piede" per mesi, se non anni, indipendentemente da ogni circostanza (=> questo non implica che sia tonto, solo che non abbia studiato nulla di utilizzabile nel mondo degli affari, o quasi).

    C'è quindi una "tolleranza" nettamente maggiore (in Italia): ti assumeranno (* meglio sarai in prova come apprendista fino - se non sbaglio - a 29 anni o qualcosa del genere) "per scommessa".

    Negli USA (mi riferisco a codesto ambito, perchè quel mercato conosco, so pochissimo del "mondo" europeo) la tolleranza è praticamente zero. Se hai 1, 2, 10, 100 lauree, 1, 2, 100 dottorati non interessa a nessuno, ma solo e solamente se saprai rispondere alle "interviste", dimostrando in concreto e non in maniera teorica o ipotetica le tue competenze.
    Ma allora una volta sostenuta la/le laurea/lauree come bisogna comportarsi?
    E' ovvio che non si hanno tutti gli strumenti per entrare a lavorare in un'azienda, ma questo vale sia per il Nord che per il Sud. Nel caso in cui ti specializzi in un solo campo studiando magari individualmente poi devi solo trovare lavoro in quel campo e inizialmente essere costretti e vincolati a un solo sbocco mi sembra rischioso o sbaglio?
  • Re: Come avviene l'inserimento nel mondo del lavoro?

    rairana ha scritto:


    Ma allora una volta sostenuta la/le laurea/lauree come bisogna comportarsi?
    Essenzialmente mandare curriculum e informarsi con amici-parenti-amicidegliamici
    E' ovvio che non si hanno tutti gli strumenti per entrare a lavorare in un'azienda, ma questo vale sia per il Nord che per il Sud.
    Mi riferivo specificamente al pre(?)giudizio sui voti.
    Nel caso in cui ti specializzi in un solo campo studiando magari individualmente poi devi solo trovare lavoro in quel campo e inizialmente essere costretti e vincolati a un solo sbocco mi sembra rischioso o sbaglio?
    Se parti da zero (neolaureato essenzialmente inutile ) non fare troppo lo "schizzinoso".
    Prima cominci a "uscire dal guscio", meglio è.

    Se vuoi "impressionare" qualcuno, devi portargli quello che HAI GIA' FATTO, non quello che ti hanno detto che sapresti fare.
    Ovviamente, di nuovo, partendo da zero il curriculum sarà poverello, ma è normale, capita a tutti.
    Più velocemente lo riempi con qualcosa che HAI FATTO più diventerai appetibile.

    "ho lavorato per 3 anni nell'azienda X".
    Embhè? Facevi le pulizie? Che mi frega?

    "ho lavorato per 3 anni nell'azienda X dove ho sviluppato il programma Y".
    Mmmhhh... interessante... di che si tratta?
  • Re: Come avviene l'inserimento nel mondo del lavoro?

    Prendi SEMPRE con le pinze quello che dice +m2+.
    E' SOLO il SUO modo di pensare.
    C'e' chi ha esperienze TOTALMENTE contrastanti.
  • Re: Come avviene l'inserimento nel mondo del lavoro?

    Che potrei creare per arricchire il mio curriculum una volta uscito dall'università?
    Cosa potrebbe far colpo sulle aziende che cercano ragazzi?
  • Re: Come avviene l'inserimento nel mondo del lavoro?

    Intanto, se non lo conosci già impara bene l'inglese. Poi se vuoi candidarti presso qualche startup o piccola azienda, soprattutto quelle che si occupano di webqualcosa, leggiti su wikipedia i vari paradigmi di programmazione agile; per qualche motivo molti pensano che sia la panacea di tutti i mali e un requisito fondamentale dei candidati.

    A parte questo, qualsiasi esperienza lavorativa fa curriculum, anche quelle che non hanno a che fare con l'informatica (perché allenano comunque le competenze trasversali (al colloquio chiamale soft skills). Quindi una volta laureato, piuttosto che stare fermo dei mesi a cercare il lavoro perfetto, inizia subito con quelllo che capita. Poi quando trovi di meglio cambi.
  • Re: Come avviene l'inserimento nel mondo del lavoro?

    dvaosta ha scritto:


    Intanto, se non lo conosci già impara bene l'inglese. Poi se vuoi candidarti presso qualche startup o piccola azienda, soprattutto quelle che si occupano di webqualcosa, leggiti su wikipedia i vari paradigmi di programmazione agile; per qualche motivo molti pensano che sia la panacea di tutti i mali e un requisito fondamentale dei candidati.

    A parte questo, qualsiasi esperienza lavorativa fa curriculum, anche quelle che non hanno a che fare con l'informatica (perché allenano comunque le competenze trasversali (al colloquio chiamale soft skills). Quindi una volta laureato, piuttosto che stare fermo dei mesi a cercare il lavoro perfetto, inizia subito con quelllo che capita. Poi quando trovi di meglio cambi.
    Cosa intendi per linguaggio di programmazione agile?
    Vorrei chiedervi inoltre se durante i periodi che non ho esami sarebbe utile riposare per il nuovo semestre oppure sarebbe meglio approfondire qualche disciplina in particolare?
  • Re: Come avviene l'inserimento nel mondo del lavoro?

    Non è un linguaggio, è un modo di programmare e organizzare i progetti.
    Quanto alla seconda domanda, inizia a dare i primi esami per vedere se riesci a tenere il ritmo.
  • Re: Come avviene l'inserimento nel mondo del lavoro?

    Ma certificazioni come il CLA oppure l'ECDL fanno curriculum, oppure non servono a nulla ?
  • Re: Come avviene l'inserimento nel mondo del lavoro?

    Aiutano, e molte università richiedono il conseguimento di una certificazione tipo IELTS 5 o 6 o FCE per laurearsi, ma comunque l'importante è dimostrare la padronanza della lingua durante il colloquio.

    P.S.: CLA di solito sta per Centro Linguistico di Ateneo. Non mi risulta che ci siano certificazioni con quella sigla.
  • Re: Come avviene l'inserimento nel mondo del lavoro?

    rairana ha scritto:


    l'ECDL fanno curriculum, oppure non servono a nulla ?
    ECDL non serve a nulla, neppure come curriculum, ancor meno se studi ambiti informatici.
    è richiesta solo ai dipendenti pubblici (dove ha un minimo di utilità)
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