Grazie mille a entrambi per il tempo e per la franchezza. Apprezzo moltissimo questo tipo di risposte dirette e senza filtri, sono esattamente il motivo per cui mi sono iscritto a un forum di professionisti.
16/07/2026 - migliorabile ha scritto:
Specializzarsi in Python e' come specializzarsi in Fuffologia Applicata.
Python e' il bisturi del chirurgo: un buon bisturi e' utile, ma un buon chirurgo fa le stesse cosa anche con il coltellino svizzero o con quello di plastica.
Inoltre non e' adatto a tutte le situzaioni: tu puoi anche usare il bisturi per tagliare un osso, ma forse una sega a vibrazione funziona meglio.
QUINDI non devi imparare Python DEVI imparare a PROGRAMMARE in Python, Java, C#, come minimo.
Ora devo andare a programmare in Python ( :-) vado a guadagnarmi la pagnotta :-) ).
Ma la "spippolata" non e' ancora finita :-)
La metafora del chirurgo e del bisturi calza a pennello. Mi è chiarissimo il concetto: non voglio essere un semplice "scrittore di codice Python", ma voglio imparare a programmare, che significa capire la logica, l'architettura del software e la risoluzione dei problemi a prescindere dalla sintassi.
Proprio per questo, oltre a Python, sto studiando Java all'università, il che mi costringe a scontrarmi con la programmazione orientata agli oggetti (OOP) in modo molto più rigido, e parallelamente sto approfondendo database e algoritmi di ottimizzazione.
Visto che sei "andato a guadagnarti la pagnotta" proprio con Python, ti chiedo: nella tua routine quotidiana, quali sono i concetti teorici o le "buone pratiche" (es. design pattern, test automatici, gestione del database) che vedi mancare più spesso in chi si professa "programmatore Python" ma che fanno davvero la differenza tra un junior e un professionista?
16/07/2026 - Delphinium ha scritto:
Ciao, sarò un "pò meno" rude di @migliorabile:
Come hai giustamente accennato, Python è un linguaggio versatile e di uso così comune che ormai è alla portata di tutti, grazie anche alla larga base di applicazioni, utility, librerie a disposizione (ossia l'ecosistema a cui fai riferimento).
Il mercato che ha quindi è un mercato di interesse molto relativo per una persona "new entry" che vuole "guadagnarci", perchè tutti lo "sanno" / possono usare per fare quelle che viene richiesto.
Inoltre è un mercato legato molto (se non strettamente) all'open source: di fatto le applicazioni sono distribuite in formato sorgente.
Non stò qui a sottolineare altri dettagli perchè ci vorrebbero pagine di discussione, ma alla fine ciò che @migliorabile ha detto, ossia che devi usare (e imparare ad usare) altri linguaggi è fondamentale.
Se vuoi "guadagnare" dalle tue proposte, devi usare un mix di tecnologie che ti consenta di dare un valore aggiunto a ciò che c'è (e fai).
Per farti un breve esempio: ho usato Python per sviluppare una applicazione basta sull' intelligenza artificiale ("deep learning") ma poi l'applicazione l'ho sviluppata per i clienti in un altro linguaggio (Delphi) con dei plus non disponibili con Python: velocità di esecuzione, front end fortemente personalizzato, nessun runtime o dipendenze da versioni specifiche (grossa pecca dell'ecosistema di Python) di librerie.
Altre volte ho integrato delle applicazioni Python (o meglio ho presentato a Python delle librerie fatte con Delphi) perchè il cliente lo ha richiesto.
Così riesco a "vendere" le soluzioni che altrimenti sarebbero più o meno pari a quelle già presenti su un qualsiasi repository.
Se vuoi vendere le tue soluzioni, devi trovare un "plus" che non esiste pubblicamente e questo normalmente lo fai fornendo la soluzione opportuna che non è fatta solo di Python (o di Delphi nel mio caso) ma anche di mix dei due, e alle volte di C++ e qualcosa di C#, molto usato nell'ambito in cui opero io.
Non uso Java (ancorché riconosca la sua validità in molte soluzioni) in quanto non sviluppo per web o soluzioni che portano ad avere una interfaccia web (ne come back-end come front-end).
Grazie per aver approfondito e per l'approccio piu costruttivo!
Il tuo discorso sul "valore aggiunto" e sul mix di tecnologie lo avevo un po intuito. In effetti, distribuire codice Python a un cliente finale penso che non sapra che farsene??.
Mi incuriosisce molto il tuo focus sul settore industriale e sullo sviluppo di soluzioni solide e replicabili.
A questo proposito vorrei chiederti:
Pensando a un percorso di inserimento, visto che ho 40 anni e quindi non sono il classico neodiplomato ventenne, pensi che le aziende del settore industriale guardino con diffidenza un profilo "junior" anagraficamente più maturo, o pensi che la maturità personale (soft skill, gestione del cliente, affidabilità) possa essere vista come un valore aggiunto rispetto a un ragazzo più giovane?
Se volessi iniziare a sporcarmi le mani creando qualcosa che strizza l'occhio al mondo aziendale/industriale usando Python (magari integrando l'analisi dei dati, la gestione di flussi o un backend solido), quale potrebbe essere un piccolo progetto di portfolio "sensato" che non sia la solita "To-Do list" scolastica?
Per esempio io nello specifico, visto che conosco il mondo delle autoscuole, ho realizzato un sistema con un backend in Python (usando FastAPI e un database relazionale) che gestisce l'agenda delle guide, ottimizza i flussi di prenotazione degli esami, tiene traccia delle scadenze dei fogli rosa e integra un piccolo algoritmo per ottimizzare la rotazione dei veicoli e degli istruttori.
Un programma del genere quanto sarebbe commercializzabile e tramite quali canali?
Grazie ancora a entrambi.