Ciao a tutti, da un mese utilizzo KAI con Claude.Code. Di seguito un breve riassunto, se può servire.

Sono partito con un abbonamento Claude Pro (5 ore) e, per conoscere meglio la potenzialità di KAI, ho creato un'app poco complessa. Il login in Claude.Code è abbastanza semplice, ho utilizzato Claude Desktop per dettare i singoli passi. KAI preleva la sessione Claude.Code in automatico e si può subito creare una chat per dialogare con Claude.Code dall'interno di un progetto Delphi 13.1. Per ogni chat, Claude crea una cartella in c:\Users\<NomeUtente>\.claude\projects\.

Quante chat? - È la prima domanda che si pone: usare una chat universale o una chat per ogni progetto. Ho optato per la seconda opzione per poter meglio controllare il comportamento di Claude. Nel momento della creazione di una nuova chat, Claude è privo di memoria riguardo i progetti locali, ma basta indicargli il percorso alla chat di un altro progetto per istruirlo.

Come iniziare/denominare una chat? - KAI usa le prime parole della chat per denominarla, quindi si rischia di trovarsi con n chat dello stesso nome "Ciao" o "Per favore". Attualmente, KAI non mette a disposizione un comando per la rinomina, probabilmente perché tale informazione si trova all'interno della chat, gestita da Claude in formato JSON. Ho manualmente cambiato il nome della chat, intervento andato a buon fine, ma comunque sconsigliato per non rischiare l'integrità del file JSON. Conviene un'altra strategia: semplicemente scrivere come primo messaggio della chat il solo nome del progetto. Ovvio che la risposta di Claude a tale dicitura esprimerà una certa irritazione, ma questo è il prezzo per avere una gestione intuitiva dell'interfaccia di KAI.

Come istruire l'AI? - Mi sono abituato di fare prima un riassunto del progetto e di indicare poi i percorsi a manuali, dll, demo, progetti, chat ecc. che contengono informazioni utili. Quello che segue ricorda un po' al film Matrix, quando Neo impara ile arti marziali. Comunicando tramite chat il link a specifici propri progetti permette al programmatore di creare un proprio standard. Se implemento in un progetto Delphi ad es. la protezione dell'app tramite numero seriale, basta riferire tale progetto e funzione in un'altra KAI chat per implementarla in un nuovo progetto, riducendo così anche il proprio lavoro di verifica.

The sky is the limit ... and the subscription plan. - KAI chat è un tool universale. In 30 giorni ho fatto app desktop, app multipiattaforma, app client-server con servizi Windows e supporto database. La produttività del programmatore aumenta in modo esponenziale. All'inizio speravo di imparare nuovi stili di coding, ma è impossibile a tale velocità. Il proprio ruolo passa da programmatore a istruttore. È importante leggere attentamente le risposte in KAI chat perché indicano quando l'AI prende decisione sub-ottimali o addirittura errate. La potenza di KAI però ha l'enorme vantaggio di poter velocemente far riscrivere le parti errate oppure provare varie strade per realizzare funzioni complesse. A un certo punto però KAI si è fermato e Delphi mi ha informato di aver sforato il limite della subscription di Claude. A questo punto ho dovuto capire che la mia subscription non è puramente basata sulla durata della sessione chat, ma anche sulla complessità dei miei input la quale poi ha un effetto diretto sulla quantità di calcolo. Per sbloccare la situazione ho dovuto passare dal piano "Pro" al piano "Max 5x" e lo terrò almeno finché ho terminato i progetti più complessi.

Alcune osservazioni finali. - Da quando uso KAI, Delphi è diventato molto meno stabile. Delle volte Delphi si blocca, in rari casi il computer (Win11 con 32GB RAM) si è riavviato in automatico. In un primo periodo di rodaggio KAI, potrebbe quindi tornare conveniente non tenere tante finestre aperte. Un altro aspetto di valutazione individuale: i permessi che si da all'AI. Per evitare malfunzionamenti, ho impostato "Bypass Permissions", dando quindi carta bianca all'AI di operare liberamente sul codice. Al momento, KAI non salva tale impostazione, quindi ad ogni nuova sessione, uno si deve ricordare di impostare manualmente i permessi. Per il resto, KAI funziona perfettamente, il codice è ben scritto e commentato. In caso di app complesse scritte completamente dall'AI, ovviamente, si rischia di entrare in un rapporto di dipendenza riguardo aggiornamenti software o supporto clienti. Ma per il resto - che bomba! Discussioni su metodi di implementazione, caccia alle anomalie, controllo integrità del codice ecc.: tutto avviene in un batter d'occhio. : )

Alessandro