11/12/2025 - Delphinium ha scritto:
Ciò che non hai compreso è il mio pensiero (che poi è comune a molti) è cioè che per adesso la IA non sotituisce il programmatore: 99% non vuol dire 100%, soprattutto su una operazione come quella che hai descritto tu.
Ma probabilmente non sarà neanche al 40%, o al 50%, ma il 100% non è un requisito (tranne per chi fa promesse di marketing) e forse ora come ora, sarebbe molto pericoloso se venisse raggiunto in modo graduale, non per la qualità del codice prodotto ma per altri fronti prettamente sociali e politici.
11/12/2025 - Delphinium ha scritto:
Sulla qualità di ciò che viene creato scusami ma ti devo assolutamente "criticare": le abilità e tutto il contorno che un programmatore può esprimere è un oggetto di espressione della creatività umana e per quanto romantica è comunque ciò che discerne noi dalle macchine (non solo ciò ovviamente).
Allora ho capito male io, ma non capisco la contestazione, visto che nessuno ha detto che l'AI esprime "creatività" nel senso comunemente inteso: ciò non vuol dire che non possa "generare" qualcosa di nuovo (nella forma, non nel pattern), qualcosa di valore, qualcosa di funzionante, qualcosa di validabile e - se qualitativamente accettabile - perfettamente integrabile nel proprio codice, e questo - scusami tu - vale per una buona porzione di ciò che viene generato da tool tipo Claude Code (che al momento è quello che ho provato di più, usato più a fondo e da più tempo).
Tuttavia, anche questa "critica" è difficile da fare: posso garantirti di aver discussione ore in un meetup recente cercando di definire cos'è la creatività, o cos'è l'intelligenza, parlando con persone che stanno sviluppando con l'AI (uso sempre il termine ombrello per semplificazione) e che ne sanno ben più di me.
11/12/2025 - Delphinium ha scritto:
Rappresentare ciò come una mera opera di scrittura quasi meccanica devo dire che mi meraviglia venga espresso da una persona come te.
Nell'esempio che ho un fatto, il famoso tool di versioning, è solo meccanica, non serve alcuna progettazione: non che non mi dispiaccia progettare, però se il tool a cui ho affidato il compito tramite requisiti ha scritto quasi esattamente il codice che volevo scrivere io, non può essere colpa mia. :)
11/12/2025 - Delphinium ha scritto:
L'IA ha sicuramente dei pregi (e torno a ripetere che ho sempre detto che è sicuramente un buon ausilio), ma che sostituisca un programmatore ... bhè siamo ancora lontani.
Che sostituisca qualunque programmatore, forse siamo lontani, ma non farei troppe scommesse sul futuro, anche perché - ripeto rilanciando l'esempio che ho fatto - non ci interessa arrivare al 100%.
Che possa sostituire qualche programmatore, non siamo lontani: siamo già lì e abbiamo già superato. Prendi l'esempio del tool che ho creato di cui parlavo: uno sviluppatore junior ci avrebbe messo di più, l'avrebbe fatto peggio, avrebbe richiesto suo tempo e mio tempo per capire i requisiti, avrebbe dovuto studiare per apprendere i miei pattern e convenzioni di coding (o quelle globalmente utilizzate).
11/12/2025 - Delphinium ha scritto:
L'ABS è un elemento fondamentale per la sicurezza e nessuno lo mette in dubbio, ma qui siamo su piani differenti.
Il piano è lo stesso: ti affidi a un "algoritmo" che governa qualcosa di meccanico, di cui peraltro non puoi nemmeno verificare sul momento la bontà salvo valutare l'effetto finale: se ti schianti è negativo, se sopravvivi è positivo. Non volevo dire che l'ABS funziona come un AI, questo è ovvio.
11/12/2025 - Delphinium ha scritto:
la contropartita è che perderemo la capacità di analisi e valutazione e in condizioni di emergenza non previste questo potrebbe essere un problema.
E' un problema puramente etico, legato al fatto se è giusto o meno che una macchina prenda decisioni, oppure che la decisione "migliore" presa per politica del produttore o impostata dall'utente sia eticamente quella corretta. Ma riguardo l'affidabilità del risultato, la ripetibilità e il funzionamento in condizioni di emergenza, non c'è storia che sia ben più efficiente di quello di un cervello umano, che ha problemi a mantenere concentrazione a lungo, ha problemi di "targeting" (fissare troppo un punto perdendo la visione di insieme), ha problemi percettivi (la vista e l'udito sono meno efficienti di altri sensori a bordo), ha problemi di tempi di reazione, ha problemi nella scelta della reazione (istintiva piuttosto che ragionata), ecc. ecc.
11/12/2025 - Delphinium ha scritto:
Ora lo si vede banalmente con gli studenti su altri fronti: provate a chiedere a qualcuno se è in grado di fare una divisione senza una calcolatrice (fisica o app) o ad estrarre una radice quadrata.
Questo discorso è una nuova edizione di una filosofia storicamente errata che puntualmente si ripropone nei secoli venendo continuamente smentita: è una versione alternativa del "la scrittura ci annullerà la memoria", "la fotografia ci ruberà l'arte di dipingere", ecc. ecc.
"Nessuno è in grado di estrarre una radice senza calcolatrice", come il "nessuno si ricorda i numeri della rubrica" oppure "nessuno sa più leggere un orologio analogico" ecc. ecc sono "boomerate" che non tengono conto del fatto che queste cose dal punto di vista pratico, nella quotidianità, non hanno più lo stesso valore di un tempo. E' come segnalare che nessuno è più in grado di guidare una carrozza coi cavalli: al netto di farlo perché si ha una passione, un vezzo per la cosa, questi elementi non sono più attuali dal punto di vista utilitaristico, a meno che tu non faccia un'attività che presuppone espressamente questo tipo di conoscenza.
Ricordarsi a memoria i numeri della rubrica aveva senso a suo tempo quando il cellulare ce l'avevano in pochi: oggi ha senso solo per coloro che trovano piacevole allenare la memoria in questo modo specifico, ma salvo quei casi, con i mezzi a nostra disposizione (smartphone, contatti, sincronizzazioni, ecc.) questo non è più di alcuna utilità pratica. La memoria viene semplicemente allenata ricordandosi altre cose, ad esempio il flusso di lavoro che coinvolge quella rubrica di 100-200-1000 contatti ben organizzata, o l'analisi di business, la pianificazione delle cose da fare, che diavolo ne so, qualunque altra cosa che abbia maggior valore, che conti di più...
Da sempre ci si dota di strumenti, tecnologici e non, per applicare le proprie abilità mnemoniche e intellettive per obiettivi di livello più alto o a maggior valore finale rispetto a quello iniziale. Ogni era è costellata da queste contestazioni che, di volta in volta, criticano l'emergente ma lo fanno appoggiandosi agli strumenti che sono assodati (ci lamentiamo dell'AI su un forum che è fruibile solo grazie a questi principi); puntualmente, ciò che sta arrivando spaventa e si profetizza che "ci toglierà questo e quello", ma non è mai accaduto, ma nel contempo ciò che già abbiamo e a cui siamo abituati è sacrosanto, benché abbia subito spesso le stesse resistenze in passato.
11/12/2025 - Delphinium ha scritto:
Ma è necessario che una persona conosca quando e come è stata "creata" l'Italia ? O conosca la lingua Italiana ? Tanto ormai è tutto globale, perchè imparare l'Italiano ?
Suvvia dai, con la gente ancora parliamo, quindi imparare la tua lingua madre non credo abbia perso di senso, e non penso che nessuno stia sostenendo il contrario. :)
11/12/2025 - Delphinium ha scritto:
- ... E' fondamentale che le gente conosco ciò ? E' fondamentale che un programmatore sappia programmare (e cosa significa / significherà saper programmare) ?
Ad oggi, per me è ancora fondamentale saper programmare, se questa è la domanda.
Ma di nuovo, io uso quotidianamente tool AI-based per ricerca, apprendimento, pure per fare io stesso infografiche, riassunti, domande a me stesso (per apprendimento interattivo di quello che studio) e cose del genere. Nessuna AI al momento ti sottrae la possibilità di sfruttarla per apprendere e non subirla passivamente.
Su tutte le altre cose futuristiche e futuribili, in senso etico, geopolitico e sociale, onestamente non ho la sfera di cristallo, non so cosa potrà accadere, non ho neanche gli strumenti - detto onestamente - per poter fornire un punto di vista "basato", salvo per le cose dette sopra.