Vibe coding in Pascal

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  • Re: Vibe coding in Pascal

    07/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    Su altri forum si stanno tenendo delle discussioni su questo stesso TOPIC, ed è interessante leggere ciò che persona come "Dalija Prasnikar", notissima negli ambienti Delphi e non solo, MVP Embarcadero e moderatrice su StackOverflow ha da dire.

    E' interessante leggerla (più su altre cose, a mio parere), ma non sono per niente d'accordo sul suo punto di vista, e trovo molto più interessanti le considerazioni di coloro che l'hanno preceduta (non ho ancora finito di leggere tutto il thread, quindi potrei essermi perso qualcosa).

    E' doveroso sottolineare - come è stato fatto in questo thread - che lo strumento commette errori, ma trovo invece assurde tutte le preoccupazioni di contorno, nello specifico laddove lei dice "AI generated code which may be full of issues, but it does not matter because all the tests are green" oppure "But who is going to maintain all that code AI writes? AI again?".

    Spiego con cura il perché: prendiamo nello specifico queste affermazioni, che sono assolutamente solide e verissime, ma... non è la stessa cosa che può succedere con qualunque umano? non è la stessa cosa che può succedere con qualunque "junior coder" che svolge questo lavoro in un'azienda? non è la stessa cosa che accade ogni giorno? da consulente in prima persona che affianca o partecipa team di sviluppo, non immaginate quali tipologie di codice buggato, non ottimizzato, non sicuro ecc. vedo nei progetti realizzati da queste aziende? Come diceva il replicante di Blade Runner, "ho visto cose che voi umani...".

    Questo è un altro degli aspetti più assurdi che leggo quando si parla di questo tema: il preoccuparsi dell'errore (che ci può essere e anzi facilmente esiste per i motivi che abbiamo già detto, legati al suo principio di funzionamento) e il dare per scontato che sul codice scritto dall'AI - a differenza di quello scritto da chiunque altro che non siamo noi - debba causare chissà quali disastri madornali perché si da per scontato che chi ne fa uso non applichi gli stessi criteri di qualità e verifica che applica al codice scritto da altre persone, magari meno esperte, che da sempre sono presenti nei tool di sviluppo e che nella stragrande maggioranza dei casi scrivono codice di gran lunga ben peggiore, più disordinato, meno documentato che si sia mai visto.

    Per evitare fraintendimenti, sono il primo a pretendere la qualità e il rispetto dei pattern nel coding (ne ho parlato talmente tanto in conferenze e in altri sedi che penso di aver fatto esplodere le orecchie di qualcuno), però a nessuno dei team a cui ho propinato queste cose è mai interessato nulla "scrivere codice come si deve", e adesso tutto questo improvviso amore per la qualità del codice esplode nel momento in cui si profilano all'orizzonte strumenti che scrivono routine in certi casi ben meglio di quanto facciano alcuni sviluppatori, e la cosa bella è che se hanno un buon modello da cui copiare (leggi: codice scritto da te che segue dei pattern), ne prendono spunto e lo copiano interamente.

    Comunque, il tema in generale merita un approfondimento, magari su un canale diverso da questo perché mi risulta difficile scrivere tutto quello che vorrei, come lo vorrei, e soprattutto ogni cosa viene sottoposta a uno "straw man" continuo.

  • Re: Vibe coding in Pascal

    07/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    Per chi è curioso rimando al link della discussione su Delphi-PRAXiS (in inglese): https://en.delphipraxis.net/topic/14788-vibe-coding-with-delphi-when-artificial-intelligence-becomes-your-pair-programmer/?do=findComment&comment=110549

    Un P.S. che mancava alla mia risposta precedente.

    Leggi bene anche tutti i messaggi scritti dall'OP della discussione, l'utente Brandon Staggs (quello che ha il meraviglioso avatar di Kirk mentre grida "Kaaaaahn!"), che credo abbia risposto benissimo, in modo corretto ed esemplare, a tutti i post degli altri, soprattutto a quelli critici, sottolineando (secondo me molto bene) quanto tutti gli altri utenti (Dalija inclusa) abbiano a turno "svicolato" il discorso, oppure parlato di esperienze con tool e loro versioni che non sono più equiparabili con quelle degli strumenti odierni, o pronosticato scenari a tinte cupe, buttati lì senza uno straccio di approndimento o dati, tra l'altro.

    Il tono di quel thread è ben impostato fin dall'inizio: l'utente non sta promuovendo qualcosa, ma sta segnalando l'articolo che ha letto, l'esperienza che è raccontata al suo interno, le prove che ha fatto lui dopo averlo letto (pensava che non fosse nemmeno possibiel con Delphi) e quel che ne ha tirato fuori dalle prove fatte.

    Tutte le risposte al suo thread invece sono divaganti, non parlano o non rispondono di quel che lui sta raccontando come testimonianza. Per dire, un utente si è anche prodigato a spiegare l'ovvio: che l'articolo originale è ritoccato in modo pesante con l'AI (palese per chiunque abbia un minimo di familiarità) e poi si è prodigato con i soliti esempi dell'oste che dice che il vino è buono. Il buon Brandon (non so se sia il suo nome vero) ha giustamente risposto "Non so se parli con me, ma leggendo questo articolo ho dato un'occhiata da vicino, ho fatto questo e quello, ho avuto questa esperienza... vi chiedo di provare anche voi, sottoponete una domanda che solo voi sapete a Claude Code, provatelo e se si tratta solo di hype, cancellate tutto". In breve, uno parla di cosa ha fatto, riporta un suo caso di studio, chiede pareri e prova a confrontarsi su una esperienza invitando altri a sperimentare, con la possibilità di tralasciare tutto se non soddisfatti, l'altro cita solo frasi fatte e non dice nulla di interessante alla fine, a parte mostrare a tutti quanto è bravo a fare ironia.

    Tutte le risposte che l'OP ha ricevuto, allo stesso modo di come la discussione si è svolta qui, sono solo delle paternali su quanto e come dovrebbe usare l'AI nel codice, in breve ci hanno tenuto tutti a spiegargli che quanto ha provato con mano (a differenza di molti di loro, ne sono sicuro) è sbagliato, che ha avuto le traveggole, un modo per dirgli "sì... hai fatto questo ma... in verità, non hai capito... non devi farlo... te ne pentirai...".

    Quello del catastrofismo sull'AI, o sul tema "l'AI non mi sostituirà perché ha sbagliato un if", è un trend molto in voga sui social, perché crea coinvolgimento e attira commenti e like.

    Ma come diceva qualcuno, chi vivrà vedrà. :)

  • Re: Vibe coding in Pascal

    @Alka, sei proprio 'affascinato' da questa tecnologia' :-).

    Ma il problema di fondo rimane:

    PUO' un modello STATISTICO, fornire una risposta CERTA (al 100%)?

    (SENZA altri marchingegni, ovviamente)

    Un LLM e' un grado di fare, ad esempio, la somma?

    Un algoritmo per la somma, io so per CERTO AL 100% che e' in grado di sommare 2 numeri con 2 , 10, un milione di cifre. NON SOLO, ma lo sa fare a partire dalle tabelline (e qualche regoletta aghiuntiva come il riporto)!

    Un modello statistico, NON IMPARA COSI'.

    E non ha senso il ragionamento: il modello vecchio funzionava male ma il nuovo funziona mooolto meglio. Perche' questo miglioramento e' SOLO un miglioramento a livello STATISTICO, ottenuto mediante un migliore addestramento.

    Questo vuol dire solo che STATISTICAMENTE e' in grado di rispondere correttamente (?) alle domande piu' comuni. MA RESTA IL DUBBIO che la risposta sia corretta oppure no. NON C'E' CERTEZZA al 100%.

    Sia chiaro: nessuno dice che un risultato statistico non vada bene. Ci sono un'infinita di casi in cui un tale tipo di risultato va benissimo, tanto, anche se e' sbagliato, non ha nessun effetto collaterale.

  • Re: Vibe coding in Pascal

    Ciò che dice @Alka è che il dibattito si è svolto (come da altre parti) non nel merito dell'argomento del post, ma secondo altri concetti fuorvianti e decisamente OT.

    Io ritengo che un argomento come questo abbia implicazioni di vario genere (tra cui etiche, legali, funzionali) e che discernere in maniera perfetta tutte queste implicazione dall'argomento sia di fatto impossibile, diventerebbe forse una discussione sterile.

    Indipendentemente dal fatto che la discussione si sia tenuta o no nell'ambito del TOPIC, o che si sia accentuata con una venatura di catastrofismo generale, ritengo (e mi ripeto) che le argomentazioni che sono state evidenziate siano degne di un futuro dibattito.

    Giustamente questa modalità emergente (il vibe coding) ha dei suoi pregi e se usata corrrettamente (quindi ambito e cultura) può portare ad un nuovo modo di programmare.

    Per contro ci sono tantissimi rischi, e non nascosti, che possono invece provocare effettivamente dei danni contingenti e (penso velatamente) permanenti.

    Come tutti gli strumenti, anche questo ha la doppia faccia: un coltello è uno strumento indispensabile e utile (lo usiamo tutti i giorni per preparare i cibi e per "mangiare"), ma può servire anche per compiere azioni deprecabili e letali.

    La discussione sulla IA è solo all'inizio, è certo che Anthropic ha posto una pietra forse miliare sul futuro della programmazione. Vedremo come proseguirà.

    Come considerazione finale (OT), penso che la classica programmazione sia ancora lontana a morire ... e guai se no: la fantasia (e noi Italiani siamo particolarmente dotati su ciò) sul creare nuovi algoritmi, nuovi modi, nuove strade è e sarà sempre il motore principale all'evoluzione del settore. Cosa che l'IA non ha (almeno sino ad ora) e che difficilmente avrà a breve / medio termine.

    Un ringraziamento a @Alka e a @migliorabile per la discussione che comunque penso abbia portato alla luce concetti ed aspetti importanti sia sull'argomento che in generale sulla IA (e anche ha posto l'accento sul modo "ostico" in cui noi ci poniamo di fronte a questi argomenti).

    Ritengo il TOPIC chiuso, apriamone un altro se si vuole continuare un dibattito sulla IA.

  • Re: Vibe coding in Pascal

    10/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    @Alka, sei proprio 'affascinato' da questa tecnologia' :-).

    E' quel che succede quando si valutano i risultati senza approcci ideologici.
    Evidentemente, sono meno vecchio dentro di quanto pensavo.

    10/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    Ma il problema di fondo rimane:

    PUO' un modello STATISTICO, fornire una risposta CERTA (al 100%)?

    (SENZA altri marchingegni, ovviamente)

    L'impossibilità di ottenere una risposta certa al 100%, che è un fatto vero, non influisce sull'usabilità dello strumento come acceleratore dell'attività di sviluppo e non influisce su tutti i benefit ampiamente documentati che questo genere di tool possono dare, soprattutto quelli appositamente progettati per lo sviluppo come nel caso di Claude Code.

    Questo vale con o senza altri "marchingegni", fermo restando che anche i "marchingegni" fanno parte dei tool e sono a supporto degli stessi per aiutare a migliorare il risultato.

    Il problema di fondo è continuare a menarla con questa storia della "risposta certa" come se qualcuno avesse detto che la risposta fornita da questi tool lo sia, in primis, e come se questo - di nuovo - fosse un requisito fondamentale allo stato attuale, in cui il lavoro continua a essere supervisionato da persone (il cosiddetto "man in the loop"), laddove pure le persone - spesso e volentieri ben più delle macchine - commettono errori.

    10/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    Un LLM e' un grado di fare, ad esempio, la somma?

    Questo denota appunto qual è il livello delle argomentazioni e perché questa discussione non ha alcun senso.

    Se usi un LLM per fare una somma, hai sbagliato strumento. Ma vale lo stesso se usi il rastrello per spazzare il pavimento della cucina: hai sbagliato strumento. Ciò non squalifica né il rastrello né la scopa.

    Un LLM non può fare la somma, ma non può fare neanche un caffé (per quello uso la macchinetta), e non può neanche venire a letto con me, però non è un problema dell'LLM ma di chi sceglie uno strumento per uno scopo diverso da quello per cui lo strumento è progettato.

    Per quanto mi riguarda, questa argomentazione non ha alcun senso.

    10/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    Un algoritmo per la somma, io so per CERTO AL 100% che e' in grado di sommare 2 numeri con 2 , 10, un milione di cifre. NON SOLO, ma lo sa fare a partire dalle tabelline (e qualche regoletta aghiuntiva come il riporto)!

    Un modello statistico, NON IMPARA COSI'.

    Grazie come sempre per la lezione frontale non richiesta in cui mi spieghi come funziona un LLM per educarmi su ciò che già conosco e per avvisarmi delle cose che un LLM non può fare, e che conosco, e che non farà mai parte delle richieste che io farò a un LLM.

    10/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    Questo vuol dire solo che STATISTICAMENTE e' in grado di rispondere correttamente (?) alle domande piu' comuni. MA RESTA IL DUBBIO che la risposta sia corretta oppure no. NON C'E' CERTEZZA al 100%.

    Sicuramente non ci sarà certezza al 100% sulla risposta, ma sono fermamente convinto che dando questa discussione in pasto a un LLM, pur nella sua intrinseca imprecisione, avrebbe "compreso" (in senso lato) e fornito risposte meglio argomentate di quelle che ho letto fino ad ora. :)

  • Re: Vibe coding in Pascal

    10/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    Ciò che dice @Alka è che il dibattito si è svolto (come da altre parti) non nel merito dell'argomento del post, ma secondo altri concetti fuorvianti e decisamente OT.

    No, il problema non è nell'andare OT, anzi di fatto siamo rimasti in tema, visto che in fondo si parlava sempre dell'uso di tool AI.

    E sì, scrivo AI, perché commercialmente e anche per abbreviare viene usato questo termine, e non devo mettermi lì ogni volta a fare la distinzione LLM, Machine Learning, Deep Learning, ecc.: sappiamo di cosa stiamo parlando, quindi inutile fare sofismi quando il soggetto è chiaro. :)

    10/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    Io ritengo che un argomento come questo abbia implicazioni di vario genere (tra cui etiche, legali, funzionali) e che discernere in maniera perfetta tutte queste implicazione dall'argomento sia di fatto impossibile, diventerebbe forse una discussione sterile.

    Concordo sul fatto che il tema abbia delle implicazioni su diversi fronti, ma credo si possa discernere l'uno dall'altro: conosco avvocati che si occupano di AI in termini legali, conosco consulenti che trattano il tema da un punto di vista del marketing, oppure etico... sono tutti temi intrecciati, ma è possibile parlarne tranquillamente, pur distinguendo ed esplicitando qual è l'aspetto che si vuole andare a trattare, cioè senza fare un "miscuglione".

    10/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    Indipendentemente dal fatto che la discussione si sia tenuta o no nell'ambito del TOPIC, o che si sia accentuata con una venatura di catastrofismo generale, ritengo (e mi ripeto) che le argomentazioni che sono state evidenziate siano degne di un futuro dibattito.

    A voglia! :)
    A tal proposito ti dico... "tienimi d'occhio", che lo sto organizzando. ;)

    10/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    Giustamente questa modalità emergente (il vibe coding) ha dei suoi pregi e se usata corrrettamente (quindi ambito e cultura) può portare ad un nuovo modo di programmare.

    Diciamo che c'è stato un "fraintendimento" iniziale dettato dalla scelta infelice dell'articolo di Carlo riguardo il termine: leggendo l'articolo, è chiaro che non si tratta propriamente di vibe coding poiché domande del tipo "creami una classe" oppure "implementa questa interfaccia" sono prompt più tecnici rispetto a quelli comunemente usati nel vibe coding puro (chiamiamolo così), dove realmente le persone forniscono requisiti funzionali magari pure in italiano, e poco o nulla sanno di ciò che il tool va poi a generare.

    Questa è senz'altro una pratica che, al momento, trovo molto rischiosa se la persona che utilizza lo strumento in questo modo non si preoccupa di fare poi analizzare il prodotto da qualcuno che possa mitigare e correggere gli errori.

    Sottolineo questo aspetto perché appunto terrei distinti i concetti di vibe coding a questo livello, dalla generazione di codice dietro richieste tecniche e "basate", fatte da chi conosce il codice e quindi sta delegando un compito ben preciso di coding, dando requisiti con termini di coding e non meramente funzionali, anche perché i risultati sono molto, molto diversi. :)

    10/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    Come tutti gli strumenti, anche questo ha la doppia faccia: un coltello è uno strumento indispensabile e utile (lo usiamo tutti i giorni per preparare i cibi e per "mangiare"), ma può servire anche per compiere azioni deprecabili e letali.

    Esattamente. Ed è proprio per questo che, come si sta facendo qui, per me non ha senso connotare lo strumento in termini assolutistici prescindendo dall'uso che se ne fa e da come viene poi impiegato il prodotto dello strumento, ancora meno dare la colpa allo strumento, o tacciare chi dimostra di usarlo bene come ciecamente innamorato del coltello. :)

    10/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    La discussione sulla IA è solo all'inizio, è certo che Anthropic ha posto una pietra forse miliare sul futuro della programmazione. Vedremo come proseguirà.

    Sicuramente, loro sono quelli che meglio hanno interpretato al momento quello che dovrebbe essere un "assistente del coding", e fanno rilasci quotidianamente.

    Basta dire che per due mesi ho dovuto continuamente cambiare i contenuti della sessione su Claude Code che ho portato in conferenza perché uscivano continuamente delle novità... solo che erano tutte interessanti, e quindi di volta in volta non potevo non prenderle in considerazione.

    Tra l'altro, siamo solo all'inizio, non dimentichiamocelo.
    Questa discussione qui diventerà nel giro di un anno "invecchiata male", ci posso scommettere quello che vuoi. :)

    10/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    Come considerazione finale (OT), penso che la classica programmazione sia ancora lontana a morire ... e guai se no: la fantasia (e noi Italiani siamo particolarmente dotati su ciò) sul creare nuovi algoritmi, nuovi modi, nuove strade è e sarà sempre il motore principale all'evoluzione del settore. Cosa che l'IA non ha (almeno sino ad ora) e che difficilmente avrà a breve / medio termine.

    Di nuovo, mia considerazione finale, il fatto che la "programmazione tradizionale" non venga soppiantata (che non è poi così certo), ammesso di poterla ormai qualificare (ognuno ha la propria visione del "tradizionale"), non squalifica lo strumento dell'AI, e in ogni caso starei attento a dare connotazioni troppo romantiche al codice che scriviamo, poiché vale lo stesso principio delle vendite dell'usato su Vinted: l'attaccamento affettivo non incide sul valore dell'oggetto che andiamo a vendere percepito dal possibile acquirente. :D

    10/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    Ritengo il TOPIC chiuso, apriamone un altro se si vuole continuare un dibattito sulla IA.

    Non per scortesia, ma anche no. :D
    Io mi fermo qui (in questa sede almeno).

  • Re: Vibe coding in Pascal

    10/12/2025 - Alka ha scritto:

    Di nuovo, mia considerazione finale, il fatto che la "programmazione tradizionale" non venga soppiantata (che non è poi così certo), ammesso di poterla ormai qualificare (ognuno ha la propria visione del "tradizionale"), non squalifica lo strumento dell'AI, e in ogni caso starei attento a dare connotazioni troppo romantiche al codice che scriviamo, poiché vale lo stesso principio delle vendite dell'usato su Vinted: l'attaccamento affettivo non incide sul valore dell'oggetto che andiamo a vendere percepito dal possibile acquirente. :D

    La cosa è un pò diversa ... non si tratta di riusare codice (cosa che fà in larga parte l'IA) ma di creare nuovo codice con soluzioni ad hoc (a mano con la spremitura delle meningi). Certo il nuovo codice potrebbe non venire percepito dal cliente finale (anzi sicuramente il cliente non saprà neanche di cosa stiamo parlando), ma ciò non toglie il suo valore in termini di soluzione tecnica, manutenibilità e progresso.

    E l'IA in questo momento non è in grado di effettuare tali operazioni (magari può dare una mano), poi non avendo la sfera magica chissà nel futuro che sarà.

    Comuque siamo tutti in linea mi pare sul fatto che il progresso su questo campo avanza a passi da gigante, e insieme a ciò anche i rischi connessi.

  • Re: Vibe coding in Pascal

    10/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    La cosa è un pò diversa ... non si tratta di riusare codice (cosa che fà in larga parte l'IA) ma di creare nuovo codice con soluzioni ad hoc (a mano con la spremitura delle meningi).

    Di nuovo, questa è sempre una "visione romantica" e totalmente slegata dalla pratica: si continua a oscillare tra due livelli compresi tra due estremi, quello più basso e pari a zero dove l'AI risulta totalmente inservibile (cosa che era il parere iniziale di tutti, e che gradualmente sta cambiando), a quello più alto e al 100% dove l'AI diventa utile solo se senziente e in grado di sostituire in toto le meningi del suo utilizzatore, in pratica solo se si raggiunge la cosiddetta "singolarità".

    Ribadisco che per me è un metro di giudizio del tutto miope. Non ha senso una valutazione che da un giudizio positivo solo a fronte di infallibilità, poiché in tal caso non potremmo pretenderla nemmeno dalle persone che scrivono codice.

    10/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    Certo il nuovo codice potrebbe non venire percepito dal cliente finale (anzi sicuramente il cliente non saprà neanche di cosa stiamo parlando), ma ciò non toglie il suo valore in termini di soluzione tecnica, manutenibilità e progresso.

    Anche qui, è una visione del tutto romantica: il codice vergato di proprio pugno viene connotato come "più di valore" solo perché scritto da una persona, a prescindere da tutto.

    Esemplifico subito.

    Ieri ho scritto grazie a Claude Code un tool a uso interno per aggiornare massivamente le informazioni di versione in file di progetto Delphi che si trovano all'interno di una cartella, ricercandoli ricorsivamente, prelevando le informazioni di versione da un file JSON con struttura adeguata, tutto questo specificato tramite parametri indicati a riga di comando.

    Il tool mi ha creato il 99% di codice perfettamente funzionante e aderente ai miei requisiti. Ciò che ha dovuto fare è rispettare alcuni pattern da me imposti e scrivere codice per 1) parsare i parametri di input in base al tipo, 2) capire che parametri sono presenti oppure assenti, 3) caricare i dati dal file JSON, 4) ricercare i progetti nella directory specificata ricorsivamente, 5) aprire i file in formato XML, 6) cercare alcuni elementi specifici via XPath, 7) aggiornare quei valori con quelli caricati dal file JSON.

    Dati questi requisiti, qual è secondo te l'elevato valore in più del codice che avrei potuto scrivere io per realizzare un simile compito, prettamente tecnico e "meccanico", rispetto a quello scritto dal tool a cui ho dovuto solo dare una martellata? Tempo totale dell'operazione: 10 minuti.

    E' più elevato il valore di scrivere io un codice noioso, oppure l'ottenere in pochi minuti qualcosa di personalizzato che assolve perfettamente i miei requisiti e mi consente poi di avanzare con le prossime attività? Qual è secondo te il "progresso" tra queste due cose?

    La soluzione tecnica che garantisce manutenibilità e progresso è nell'esatto contrario di quel che dici tu, che poi è anche il motivo per cui proprio gli strumenti di AI stanno diventando (oggi, non dopodomani) un fattore di stabilità e riproducibilità che un singolo sviluppatore, anche il più bravo, difficilmente può garantire nel lungo periodo (e sottolineo "lungo periodo").

    Per fare un paragone, è un po' come l'uso di una centralina nell'auto o anzi meglio dell'ABS: un pilota esperto può frenare molto meglio di un sistema automatico... ma quante volte? una volta, dieci volte, ma cento? mille? Quanto è sostenibile, per lui e per tutti gli altri, se i requisiti prevedono di dover frenare numerose volte? quanta concentrazione richiede? E quanto invece è replicabile lo stesso risultato con la stessa qualità da chi non ha quel livello di "esperienza massima" ma è anche solo "bravino"? E ancora, questo avviene perché l'ABS è infallibile? Ovviamente no. Ma avrebbe senso rinunciare a un sistema che riduce drasticamente gli incidenti pur nella sua possibile fallacia, solo per difendere la libertà di frenare in modo totalmente umano anche quando non serve? Avrebbe senso ragionare in termini di "frenata di valore" dicendo che vale quella della persona solo perché è fatta dalla persona? Spero di aver reso l'idea di ciò che intendo.

  • Re: Vibe coding in Pascal

    Ti sei spiegato bene, ma anche prima dell'ultimo post ti eri spiegato benissimo.

    Ciò che non hai compreso è il mio pensiero (che poi è comune a molti) è cioè che per adesso la IA non sotituisce il programmatore: 99% non vuol dire 100%, soprattutto su una operazione come quella che hai descritto tu.

    Probabilmente raffinando a passi progressivi la richiesta forse si sarebbe arrivati al 99,9% (magari con 8 ore di tentativi). Ma comunque non sarebbe stato al 100% (anche se fosse al 100% sulla tua specifica diciamo che non era un "enorme" progetto tale da dire "YAHOO finalmente l'IA è autonoma").

    Sulla qualità di ciò che viene creato scusami ma ti devo assolutamente "criticare": le abilità e tutto il contorno che un programmatore può esprimere è un oggetto di espressione della creatività umana e per quanto romantica è comunque ciò che discerne noi dalle macchine (non solo ciò ovviamente).

    Rappresentare ciò come una mera opera di scrittura quasi meccanica devo dire che mi meraviglia venga espresso da una persona come te.

    L'IA ha sicuramente dei pregi (e torno a ripetere che ho sempre detto che è sicuramente un buon ausilio), ma che sostituisca un programmatore ... bhè siamo ancora lontani.

    E su questi aspetti che forse c'è una diatriba che non finirà (oserei dire mai) :  qualcuno dice l'IA e la panacea che sostituirà il mondo conosciuto e altri che dicono che per adesso è un buon ausilio (uno strumento come un compilatore).

    Mi sembra di rivivere l'eterna questione del "GOTO" in Pascal: i detrattori assoluti (tra cui io) e chi giustamente lo tollera perchè fà parte delle specifiche del linguaggio.

    OT

    11/12/2025 - Alka ha scritto:

    Per fare un paragone, è un po' come l'uso di una centralina nell'auto o anzi meglio dell'ABS: un pilota esperto può frenare molto meglio di un sistema automatico... ma quante volte? una volta, dieci volte, ma cento? mille? Quanto è sostenibile, per lui e per tutti gli altri, se i requisiti prevedono di dover frenare numerose volte? quanta concentrazione richiede? E quanto invece è replicabile lo stesso risultato con la stessa qualità da chi non ha quel livello di "esperienza massima" ma è anche solo "bravino"? E ancora, questo avviene perché l'ABS è infallibile? Ovviamente no. Ma avrebbe senso rinunciare a un sistema che riduce drasticamente gli incidenti pur nella sua possibile fallacia, solo per difendere la libertà di frenare in modo totalmente umano anche quando non serve? Avrebbe senso ragionare in termini di "frenata di valore" dicendo che vale quella della persona solo perché è fatta dalla persona? Spero di aver reso l'idea di ciò che intendo.

    L'ABS è un elemento fondamentale per la sicurezza e nessuno lo mette in dubbio, ma qui siamo su piani differenti. Ora ci sono i sistemi di sicurezza livello 2 obbligatori negli autoveicoli e ormai da anni li uso.

    Sai che adesso mi trovo a disagio (non ad un livello di pericolo per la guida) a non averli quando uso vetture che non li hanno ?

    E un(a) giovane che prende la patente ora, sarà in futuro in grado di guidare un'auto in sicurezza senza questi sistemi ? A me accade che la centralina un paio di volte l'anno si "inceppi" e tutti i sistemi vengono disattivati. Poi dopo qualche ora o qualche giorno si "riprendono" ...

    Cruise control adattativo, sistemi di frenata automatica su ostacoli o in caso di imminente collisione, mantenimento della distanza di sicurezza, mantenimento della corsia, sistema di parcheggio automatico, segnalatori distanze da ostacoli, etc ... sicuramente sono utili e ora come ora li definirei più che obbligatori .... ma la contropartita è che perderemo la capacità di analisi e valutazione e in condizioni di emergenza non previste questo potrebbe essere un problema.

    Ora lo si vede banalmente con gli studenti su altri fronti: provate a chiedere a qualcuno se è in grado di fare una divisione senza una calcolatrice (fisica o app) o ad estrarre una radice quadrata.

    Ma è necessario che una persona conosca quando e come è stata "creata" l'Italia ? O conosca la lingua Italiana ? Tanto ormai è tutto globale, perchè imparare l'Italiano ? 

    E non continuo perchè se no mi viene la depressione.

    E' ovvio che nella vita di tutti i giorni quello di cui sopra non serve ...  a me serve che accendo l'auto e che si muova, a me serve un cellulare che ha la calcolatrice, a me serve che google risponda alle mie domande, a me serve che l'IA faccia ciò che non sono in grado (o non ho voglia) di fare ...

    ... E' fondamentale che le gente conosco ciò ? E' fondamentale che un programmatore sappia programmare (e cosa significa / significherà saper programmare) ?

  • Re: Vibe coding in Pascal

    Vorrei riportare parte di un articolo che parla di una intervista fatta al CEO di Google (Sundar Pichai) che esprime molto bene il concetto (qui il video https://www.youtube.com/watch?v=iFqDyWFuw1c ):

    "Nel corso di un recente episodio di un podcast, il CEO di Google e Alphabet, Sundar Pichai, ha evidenziato come il cosiddetto vibe coding stia cambiando il modo in cui si sviluppano applicazioni e servizi digitali. Secondo Pichai, l'uso crescente di strumenti basati su intelligenza artificiale sta rendendo la programmazione più immediata, divertente e aperta anche a chi non possiede un background tecnico.

    Il manager ha paragonato questo fenomeno all'evoluzione già osservata con il blogging e con YouTube: così come Internet ha permesso a nuovi professionisti di emergere nella scrittura e nella produzione video, il vibe coding potrebbe favorire la nascita di opportunità lavorative per figure provenienti da settori non informatici.

    ......

    Non mancano tuttavia i limiti. Pichai ha osservato che, sebbene lo strumento sia adatto alla creazione rapida di concept e progetti a basso rischio, non può ancora sostituire il lavoro dei team che operano su basi di codice complesso o sistemi che richiedono alti livelli di sicurezza. La generazione automatica di codice nei contesti più critici resta infatti un ambito in cui servono controlli rigorosi e competenze consolidate."

  • Re: Vibe coding in Pascal

    11/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    Ciò che non hai compreso è il mio pensiero (che poi è comune a molti) è cioè che per adesso la IA non sotituisce il programmatore: 99% non vuol dire 100%, soprattutto su una operazione come quella che hai descritto tu.

    Ma probabilmente non sarà neanche al 40%, o al 50%, ma il 100% non è un requisito (tranne per chi fa promesse di marketing) e forse ora come ora, sarebbe molto pericoloso se venisse raggiunto in modo graduale, non per la qualità del codice prodotto ma per altri fronti prettamente sociali e politici.

    11/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    Sulla qualità di ciò che viene creato scusami ma ti devo assolutamente "criticare": le abilità e tutto il contorno che un programmatore può esprimere è un oggetto di espressione della creatività umana e per quanto romantica è comunque ciò che discerne noi dalle macchine (non solo ciò ovviamente).

    Allora ho capito male io, ma non capisco la contestazione, visto che nessuno ha detto che l'AI esprime "creatività" nel senso comunemente inteso: ciò non vuol dire che non possa "generare" qualcosa di nuovo (nella forma, non nel pattern), qualcosa di valore, qualcosa di funzionante, qualcosa di validabile e - se qualitativamente accettabile - perfettamente integrabile nel proprio codice, e questo - scusami tu - vale per una buona porzione di ciò che viene generato da tool tipo Claude Code (che al momento è quello che ho provato di più, usato più a fondo e da più tempo).

    Tuttavia, anche questa "critica" è difficile da fare: posso garantirti di aver discussione ore in un meetup recente cercando di definire cos'è la creatività, o cos'è l'intelligenza, parlando con persone che stanno sviluppando con l'AI (uso sempre il termine ombrello per semplificazione) e che ne sanno ben più di me.

    11/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    Rappresentare ciò come una mera opera di scrittura quasi meccanica devo dire che mi meraviglia venga espresso da una persona come te.

    Nell'esempio che ho un fatto, il famoso tool di versioning, è solo meccanica, non serve alcuna progettazione: non che non mi dispiaccia progettare, però se il tool a cui ho affidato il compito tramite requisiti ha scritto quasi esattamente il codice che volevo scrivere io, non può essere colpa mia. :)

    11/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    L'IA ha sicuramente dei pregi (e torno a ripetere che ho sempre detto che è sicuramente un buon ausilio), ma che sostituisca un programmatore ... bhè siamo ancora lontani.

    Che sostituisca qualunque programmatore, forse siamo lontani, ma non farei troppe scommesse sul futuro, anche perché - ripeto rilanciando l'esempio che ho fatto - non ci interessa arrivare al 100%.

    Che possa sostituire qualche programmatore, non siamo lontani: siamo già lì e abbiamo già superato. Prendi l'esempio del tool che ho creato di cui parlavo: uno sviluppatore junior ci avrebbe messo di più, l'avrebbe fatto peggio, avrebbe richiesto suo tempo e mio tempo per capire i requisiti, avrebbe dovuto studiare per apprendere i miei pattern e convenzioni di coding (o quelle globalmente utilizzate).

    11/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    L'ABS è un elemento fondamentale per la sicurezza e nessuno lo mette in dubbio, ma qui siamo su piani differenti.

    Il piano è lo stesso: ti affidi a un "algoritmo" che governa qualcosa di meccanico, di cui peraltro non puoi nemmeno verificare sul momento la bontà salvo valutare l'effetto finale: se ti schianti è negativo, se sopravvivi è positivo. Non volevo dire che l'ABS funziona come un AI, questo è ovvio.

    11/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    la contropartita è che perderemo la capacità di analisi e valutazione e in condizioni di emergenza non previste questo potrebbe essere un problema.

    E' un problema puramente etico, legato al fatto se è giusto o meno che una macchina prenda decisioni, oppure che la decisione "migliore" presa per politica del produttore o impostata dall'utente sia eticamente quella corretta. Ma riguardo l'affidabilità del risultato, la ripetibilità e il funzionamento in condizioni di emergenza, non c'è storia che sia ben più efficiente di quello di un cervello umano, che ha problemi a mantenere concentrazione a lungo, ha problemi di "targeting" (fissare troppo un punto perdendo la visione di insieme), ha problemi percettivi (la vista e l'udito sono meno efficienti di altri sensori a bordo), ha problemi di tempi di reazione, ha problemi nella scelta della reazione (istintiva piuttosto che ragionata), ecc. ecc.

    11/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    Ora lo si vede banalmente con gli studenti su altri fronti: provate a chiedere a qualcuno se è in grado di fare una divisione senza una calcolatrice (fisica o app) o ad estrarre una radice quadrata.

    Questo discorso è una nuova edizione di una filosofia storicamente errata che puntualmente si ripropone nei secoli venendo continuamente smentita: è una versione alternativa del "la scrittura ci annullerà la memoria", "la fotografia ci ruberà l'arte di dipingere", ecc. ecc.

    "Nessuno è in grado di estrarre una radice senza calcolatrice", come il "nessuno si ricorda i numeri della rubrica" oppure "nessuno sa più leggere un orologio analogico" ecc. ecc sono "boomerate" che non tengono conto del fatto che queste cose dal punto di vista pratico, nella quotidianità, non hanno più lo stesso valore di un tempo. E' come segnalare che nessuno è più in grado di guidare una carrozza coi cavalli: al netto di farlo perché si ha una passione, un vezzo per la cosa, questi elementi non sono più attuali dal punto di vista utilitaristico, a meno che tu non faccia un'attività che presuppone espressamente questo tipo di conoscenza.

    Ricordarsi a memoria i numeri della rubrica aveva senso a suo tempo quando il cellulare ce l'avevano in pochi: oggi ha senso solo per coloro che trovano piacevole allenare la memoria in questo modo specifico, ma salvo quei casi, con i mezzi a nostra disposizione (smartphone, contatti, sincronizzazioni, ecc.) questo non è più di alcuna utilità pratica. La memoria viene semplicemente allenata ricordandosi altre cose, ad esempio il flusso di lavoro che coinvolge quella rubrica di 100-200-1000 contatti ben organizzata, o l'analisi di business, la pianificazione delle cose da fare, che diavolo ne so, qualunque altra cosa che abbia maggior valore, che conti di più...

    Da sempre ci si dota di strumenti, tecnologici e non, per applicare le proprie abilità mnemoniche e intellettive per obiettivi di livello più alto o a maggior valore finale rispetto a quello iniziale. Ogni era è costellata da queste contestazioni che, di volta in volta, criticano l'emergente ma lo fanno appoggiandosi agli strumenti che sono assodati (ci lamentiamo dell'AI su un forum che è fruibile solo grazie a questi principi); puntualmente, ciò che sta arrivando spaventa e si profetizza che "ci toglierà questo e quello", ma non è mai accaduto, ma nel contempo ciò che già abbiamo e a cui siamo abituati è sacrosanto, benché abbia subito spesso le stesse resistenze in passato.

    11/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    Ma è necessario che una persona conosca quando e come è stata "creata" l'Italia ? O conosca la lingua Italiana ? Tanto ormai è tutto globale, perchè imparare l'Italiano ? 

    Suvvia dai, con la gente ancora parliamo, quindi imparare la tua lingua madre non credo abbia perso di senso, e non penso che nessuno stia sostenendo il contrario. :)

    11/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    • ... E' fondamentale che le gente conosco ciò ? E' fondamentale che un programmatore sappia programmare (e cosa significa / significherà saper programmare) ?

    Ad oggi, per me è ancora fondamentale saper programmare, se questa è la domanda.

    Ma di nuovo, io uso quotidianamente tool AI-based per ricerca, apprendimento, pure per fare io stesso infografiche, riassunti, domande a me stesso (per apprendimento interattivo di quello che studio) e cose del genere. Nessuna AI al momento ti sottrae la possibilità di sfruttarla per apprendere e non subirla passivamente.

    Su tutte le altre cose futuristiche e futuribili, in senso etico, geopolitico e sociale, onestamente non ho la sfera di cristallo, non so cosa potrà accadere, non ho neanche gli strumenti - detto onestamente - per poter fornire un punto di vista "basato", salvo per le cose dette sopra.

  • Re: Vibe coding in Pascal

    11/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    Vorrei riportare parte di un articolo che parla di una intervista fatta al CEO di Google [...]

    Direi di essere perfettamente d'accordo con la sua sintesi.

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26 risposte