Vibe coding in Pascal

di il
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Vibe coding in Pascal

Ero incerto su dove pubblicare questo argomento, poi tenuto conto che è incentrato su Delphi anche se parla di IA (o AI che si dica) ho deciso di usare questo spazio.

Vorrei rimandare ad un articolo ... uno dei rari articoli in ITALIANO ... che riporta una esperienza sulla programmazione con l'ausilio della IA.

Più che un articolo è quasi una guida, e anche se è incentrato su Delphi in realtà si può trasporre pari pari ad altri linguaggi.

Leggetelo perchè è interessante ... è scritto da uno sviluppatore Italiano (Carlo Barazzetta) che, oltre ad avere una azienda di produzione software, pubblica componenti e varie utility open source in Pascal.

E' uno sviluppatore noto nel mondo Delphi e partecipa spesso ai forum, ai webinar e ai vari incontri in giro per l'Italia ed il mondo,

Link: https://ethea.it/docs/claudecode/vibe-coding-delphi-ITA.html

26 Risposte

  • Re: Vibe coding in Pascal

    04/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    Leggetelo perchè è interessante ... è scritto da uno sviluppatore Italiano (Carlo Barazzetta) che, oltre ad avere una azienda di produzione software, pubblica componenti e varie utility open source in Pascal.

    L'ho condiviso anche io su vari social (es. LinkedIn) perché mi sembra un case study molto interessante di utilizzo "sano" dello strumento, anzi di uno degli strumenti che reputo migliori in questo senso, ossia il buon Claude Code. :)

    Mi auto-assegno con falsissima modestia il merito di aver fatto scattare la "scintilla", visto che l'ispirazione credo di averla data io portando una sessione su Claude Code alla conferenza ITDevCon di novembre a Milano. :D

  • Re: Vibe coding in Pascal

    La domanda sorge spontanea:

    che cosa fa che TU non sai fare. Ma se TU non lo sai fare, delegando il lavoro ad un'entita' esterna, TU impari a farlo?

    e SE LO SAI FARE perche' non lo fai direttamente TU, invece di delegarlo ad un'entita' esterna?

    Ok, la prima volta RISPARMI tempo, ma e' vero SEMPRE? 

    Cioe' il tempo che 'sprechi' a convincere 'il modello generativo' (mi rifiuto di chiamarlo AI, perche' AI non e') a fare quello che ti serve, non lo potresti usare pre scrivere quello che ti serve DIRETTAMENTE?

    La forma piu' primitiva di riuso del codice e' il copia/incolla. La versione piu' evoluta e' la libreria esterna, con tanto di logica di funzionamento, documentazione, conoscenza profonda del suo funzionamento (per chi l'ha realizzata).

    L'uso del modello generativo non ti toglie il 'controllo' dello sviluppo 'coerente' con quello che c'e' gia', e la consapevolezza di possibili refactoring che ti permettono di dimezzare la quantita' di codice scritto, radoppiandone le funzionalita' (spannometricamente parlando, ovviamente)?

    Ma, non so. Saro' 'vecchio', ma sono convinto che usare il vibe coding generera' solo un futuro di programmatori che non sapranno programmare, incapaci di 'ragionare' perche' non avranno mai affinato il pensiero 'programmatorico' (parola inventata, ma spero si capisca l'idea).

    Gli LLM cinesi sono piu'efficienti di quelli americani perche', come si suol dire, la necessita' aguzza l'ingegno! Invece di usare Python e Pytorch, avendo poca potenza di calcolo disponibile, sono passati a programmare direttamente nel linguaggio assembler della scheda grafica.

    Ma questo passo uno lo puo' fare se ha esperienza di programmazione a basso livello, e chiari tutti gli infiniti dettagli spiccioli necessari per lavorare a questo livello.

    Immaginarsi uno che programma con il Vibe Coding... Non ci cava un ragno dal buco!

    Vabbe! Chi vivra', vedra'.

  • Re: Vibe coding in Pascal

    @migliorabile

    sono d'accrodo cone te su quasi tutto il fronte. Premetto che non uso vibe coding e non ho abbonamenti con provider di LLM (ho LLM locali per testare un pò la tecnologia).

    Quasi, perchè anche se sono del tuo stesso parere, e probabilmente sarò "vecchio" anche io, rispetto al fare e saper fare sono però altrettanto convinto che le tecnologie si debbano conoscere anche se non si usano.

    Viviamo in un mondo dove il vibe coding è comunque una realtà e se ci si dovrà confrontare con questa realtà in un futuro (probabilmente non apparterrà a me quel futuro) sarà opportuno conoscere ciò che ci si parerà "davanti".

    E con questo spirito che il messaggio voleva arrivare ai più: non tanto andiamo ad imparare il vibe coding, ma andiamo a guardare come viene usato e cosa produce.

  • Re: Vibe coding in Pascal

    Il fatto che ci siano le sigarette non vuol dire che uno debba necessariamente fumare. Stessa cosa per l'alchool la droga.

    Il fatto che esista una tecnologia, non vuol dire che sia una buona idea abbracciarla.

    Lo so anch'io che esitono i programnatori che sono delle mezze tacche e gente che il codice lo rigira come un calzino.

    Cosi' come attivita' dove il programmatore mezza tacca e' piu' che sufficiente e attivita' dove serve scrivere codice come calzini.

    MA se si fa passare l'idea che delegare 'il ragionamento' ad un sistema generativo e' cosa buona e giusta solo perche' e' una tecnologia "che non fa male a nessuno", non facciamo altro che creare delle genetazioni future di "decerebrati", gente incapace di usare la propria testa per risolvere i problemi.

    La capacita' di ragionare la si affina con la pratica, allo stesso modo come lo si fa per i muscoli.

    Non ho visto nessuno avere un fisico 'bestiale' usando solamente quelle macchinette che ti fanno contrarre i muscoli con la corrente.

    Ora, e' ovvio che uno che e' nato con lo ZX Spectrum (o il Commodore 64, ...) puo' apprezzare questi sistemi. Ma e' un tizio in grado di spremere il computer finonall'ultimo bit.

    Immagina uno che e' nato direttamente con il Vibe Coding, ...

    Basta vedere i giovani d'oggi nati con un cellulare in mano: esistono SOLO sui social. Se non sei social, non sei nessuno!

    Se si ragiona solo in termini di 15 minuti invece che di 10/30/50 anni ...

    Mah, boh, chissa'.

    Nota: lavoro in un ambito in cui trovare programmatori C++/Fortran sta' diventando sempre piu' difficile. Conoscono Python e non hanno la piu' pallida idea dei limiti di questo linguaggio.  Per risolvere un problema numerico vogliono la super workstation o il cluster, quando basterebbe saper programmare decentemente ed un normale laptop.

  • Re: Vibe coding in Pascal

    Guarda che non ho detto che bisogna abbracciare il vibe coding ... anzi tuttaltro.

    Le sigarette, la droga e quantaltro non devi usarle ... ma conoscerle si. Devi sapere gli effetti che hanno e cosa uno subisce ad usarle, etc... etc ...

    Non significa affatto usarle.

    E, mi ripeto, sono d'accordo con te su tutto il resto: e ti parla uno che il primo PC fine anni 70 inizi anni 80 lo ha costruito con stampati misti a filare / stampa / acido e circuiti discreti con l'Intel 8088 costruendo un mio "BIOS" con le EProm (quanti generatori UV all'epoca ... sigh)

    Il C64 lo usavo per vendere i primi programmi di magazzino (C64 compreso) alle aziendine della zona.

    Quindi sono ben conscio dal fatto che la conoscenza non scenda dal cielo o dal vibe coding. Occorre impegno, dedizione, lettura, scrittura e tanto tanto tempo. E un buon percorso didatttico aiuta sempre. E non basta tutto ciò ... l'esperienza condivisa e il confronto (con programmatori esperti, non con macchinette) sono non fondamentali ... di più.

  • Re: Vibe coding in Pascal

    05/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    che cosa fa che TU non sai fare.

    Apparentemente nulla, e forse non è così, ma in ogni caso è irrilevante.

    05/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    Ma se TU non lo sai fare, delegando il lavoro ad un'entita' esterna, TU impari a farlo?

    E' un utilizzo di una macchina che comprende il testo per tanti scenari differenti, dalla generazione di codice boilerplate allo studio di documentazione specifica.

    Personalmente, dialogandoci, ho appreso molte cose, analizzando automaticamente una parte di documentazione che mi serviva o valutando delle opzioni riguardo possibili implementazioni, ottenendo degli spunti. E' come dialogare con un collega, con il web come fonte ricercabile all'occorrenza, da correggere quando capita se si va fuori dal seminato.

    05/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    Ok, la prima volta RISPARMI tempo, ma e' vero SEMPRE? 

    Non capisco la domanda. Cosa vuol dire "la prima volta".... la prima volta è come tutte le altre.
    E' uno strumento che, tra le altre cose, consente di risparmiare tempo, assieme ad altre cose.
    E' sempre efficace e/o utile? No. Ma io non la utilizzo nei contesti in cui non lo è, e nei contesti in cui lo è, lo è sempre.
    Queste domande non si capiscano a dove portano, se non a dare risposte rispetto a scenari completamente binari, ON/OFF, SEMPRE/MAI, che non hanno alcun senso.

    05/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    Cioe' il tempo che 'sprechi' a convincere 'il modello generativo' (mi rifiuto di chiamarlo AI, perche' AI non e') a fare quello che ti serve, non lo potresti usare pre scrivere quello che ti serve DIRETTAMENTE?

    No.

    05/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    L'uso del modello generativo non ti toglie il 'controllo' dello sviluppo 'coerente' con quello che c'e' gia', e la consapevolezza di possibili refactoring che ti permettono di dimezzare la quantita' di codice scritto, radoppiandone le funzionalita' (spannometricamente parlando, ovviamente)?

    No.

    05/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    Ma, non so. Saro' 'vecchio', ma sono convinto che usare il vibe coding generera' solo un futuro di programmatori che non sapranno programmare, incapaci di 'ragionare' perche' non avranno mai affinato il pensiero 'programmatorico' (parola inventata, ma spero si capisca l'idea).

    Non faccio "vibe coding": io chiedo cose che mi servono in termini di codice, implementazioni, classi, con termini tecnici. Non chiedo "fammi un'app fatta così e cosà...", questo è il vibe coding.

    Gli LLM possono essere un valido strumento anche per apprendere: puoi chiedere di riassumere concetti, di spiegarti meglio qualcosa (basandosi su fonti e su ricerche web, quindi in modo "basato", non su invenzioni).

    Sono appunto uno strumento: quello che sarà il futuro, dipenderà da come viene usato, se bene o male.
    Certo, chi inizia oggi deve fare i conti con questa nuova realtà.

    I timori sull'incapacità di ragionare sono gli stessi che nei tempi antichi si avevano riguardo la perdita dell'uso efficace della nostra memoria a fronte della scrittura.

    05/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    Ma questo passo uno lo puo' fare se ha esperienza di programmazione a basso livello, e chiari tutti gli infiniti dettagli spiccioli necessari per lavorare a questo livello.

    Immaginarsi uno che programma con il Vibe Coding... Non ci cava un ragno dal buco!

    Vabbe! Chi vivra', vedra'.

    Io non sono in grado ma nemmeno ho bisogno di fare programmazione a basso livello in Assembly sulle schede grafiche cinesi, perché non lavoro né ho bisogno di lavorare a quel livello per la tipologia di applicazioni e progetti di cui mi occupo. Che c'entra questo col "vibe coding"? E cosa c'entra il "vibe coding" in sé?

  • Re: Vibe coding in Pascal

    05/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    Premetto che non uso vibe coding

    Il vibe coding non si usa, si fa. :)

    05/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    non ho abbonamenti con provider di LLM (ho LLM locali per testare un pò la tecnologia).

    La "qualità" di un LLM locale rispetto a quello fornito dai provider più noti è risibile.
    Se si usa quello per "testare la tecnologia", si sta testando un prodotto diverso da quello di cui sto parlando io, e diverso da quello di cui si parla nell'articolo.

    05/12/2025 - Delphinium ha scritto:

    E con questo spirito che il messaggio voleva arrivare ai più: non tanto andiamo ad imparare il vibe coding, ma andiamo a guardare come viene usato e cosa produce.

    E magari anche provarlo, appunto, per capire che tipo di servizio ti può dare, provando a utilizzarlo in un contesto reale e vedendo che risultati si ottengono, in quanto tempo, con che qualità, con quali benefit, con che problematiche anche, tutti questi aspetti.

    Porca miseria, qui si fanno delle valutazioni basate sul fatto che un LLM non sarebbe necessariamente una buona idea a prescindere perché, allo stesso modo, non lo è nemmeno bere o drogarsi, e questo fa capire qual è l'orientamento argomentativo della discussione.

    Metterei un "face palm", ma purtroppo non si possono usare emoji nei messaggi...

  • Re: Vibe coding in Pascal

    05/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    Il fatto che ci siano le sigarette non vuol dire che uno debba necessariamente fumare. Stessa cosa per l'alchool la droga.

    Il fatto che esista una tecnologia, non vuol dire che sia una buona idea abbracciarla.

    Questo si può dire di qualunque tecnologia.

    Ma poi, che argomentazione è?
    "Che dici, è una buona idea scrivere su questo forum?"
    "Ma, forse no, perché il fatto che esistano sigarette, alcool e droga non vuol dire che si debba fumare, bere o drogarsi, quindi non vuol dire che tu debba necessariamente partecipare al forum de iProgrammatori".

    05/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    Lo so anch'io che esitono i programnatori che sono delle mezze tacche e gente che il codice lo rigira come un calzino.

    Cosi' come attivita' dove il programmatore mezza tacca e' piu' che sufficiente e attivita' dove serve scrivere codice come calzini.

    Anche qui, non capisco come l'esistenza (o meno) di incompetenti al mondo sia più o meno attinente rispetto al tema di cui si parla, a meno di non voler dire che tutti coloro che attualmente usano LLM al mondo siano degli incompetenti. Se questa è la tesi, credo andrebbe documentata con basi più solide rispetto a un semplice "trust me, bro!".

    05/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    MA se si fa passare l'idea che delegare 'il ragionamento' ad un sistema generativo e' cosa buona e giusta solo perche' e' una tecnologia "che non fa male a nessuno", non facciamo altro che creare delle genetazioni future di "decerebrati", gente incapace di usare la propria testa per risolvere i problemi.

    Intanto, qui nessuno ha fatto passare questa idea: è la TUA idea, che hai riportato fin da subito, perché dai sempre per scontato che chiunque dica di usare un LLM sia di fatto una "mezza tacca" a prescindere, come sottointendevi prima, dando quindi un giudizio meramente personale poco rispettoso verso una platea piuttosto allargata ed eterogenea di persone e professionisti, dando per scontato questo concetto su cui ti sei fissato di totale affidamento della propria vita e attività di programmazione che queste persone avrebbero dato in pasto completamente a un qualsivoglia LLM, reclinando la sedia e mettendosi le braccia dietro la testa.

    05/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    La capacita' di ragionare la si affina con la pratica, allo stesso modo come lo si fa per i muscoli.

    Dai tempi dei filosofi abbiamo sempre "ragionato", fino ai giorni nostri, pur evolvendoci.

    05/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    Non ho visto nessuno avere un fisico 'bestiale' usando solamente quelle macchinette che ti fanno contrarre i muscoli con la corrente.

    Boh, magari sono io, ma trovo queste considerazioni talmente fuori dal contesto (perché applicabile a una miriade di cose che utilizziamo oggi e che non erano senz'altro diffuse in passato) che mi riesce difficile prenderle seriamente per una discussione tecnica e seria.

    05/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    Ora, e' ovvio che uno che e' nato con lo ZX Spectrum (o il Commodore 64, ...) puo' apprezzare questi sistemi. Ma e' un tizio in grado di spremere il computer finonall'ultimo bit.

    Chiunque nato quando si programmava con le schede perforate, o andando indietro ai tempi della pascalina, ti direbbero che quei sistemi ti agevolano troppo, e quindi ti tolgono la capacità di ragionare. Non potrai mai raggiungere lo stesso basso livello di questi antesignani del computing! :)

    05/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    Immagina uno che e' nato direttamente con il Vibe Coding, ...

    Se realmente vuole approfondire la programmazione con ZX Spectrum o il C-64, può farlo quando vuole, anche nell'era del vibe coding.

    E senz'altro dispone di ben più informazioni, strumenti e addirittura esperti "consultabili", grazie anche a quell'invenzione che è stata Internet, con prezzi e sforzi di gran lunga minore rispetto a quelli che dovevano sostenere le persone nate a quei tempi.

    05/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    Basta vedere i giovani d'oggi nati con un cellulare in mano: esistono SOLO sui social. Se non sei social, non sei nessuno!

    Se si ragiona solo in termini di 15 minuti invece che di 10/30/50 anni ...

    Mah, boh, chissa'.

    Eh, signora mia, che ci vogliamo fare... :)

  • Re: Vibe coding in Pascal

    @Alka, non rigirare troppo il significato di quello che ho scritto. Sto "contestando", certamente NON "offendendo".

    Sarai daccordo con me, ci sono attivita' di programmazione in cui non serve essere "super esperti" oppure utilizzare approcci particolarmente "sofisticati". 
    Questo per dire che usare un LLM per ottenere un artefatto da adattare senza necessariamente sapere che cosa fa non e' sbagliato. Sia chiaro, vale lo stesso per l'utilizzo di una libreri di terze parti.
    .
    Questa idea (l'uso di un LLM non ti aiuta ad affinare il ragionamento in quel particolare contesto) NON E' solo una mia idea. 
    Ci sono fior fiore di lavori di ricerca che dimostrano la riduzione della capacita' di risolvere problemi. 
    Cerca un po' con Google, trovi una miriade di riferimenti al riguardo.
    Certo, trovi anche chi dice il contrario.
    MA io credo piu' alla prima versione, SIA per buon senso, SIA per esperienza personale: 
    le persone usano una tecnologia per RIDURRE/ELIMINARE gli sforzi, NON per integrarli.
    E comunque sono problematiche affrontate dai PSICOLOGI, certamente NON in ambito Computer Science
    Resta il fatto "incontestabile" (basta il buon senso e la propria esperienza) che SE NON usi una falcolta'/capacita', NON la affini.
    .
    ANCH'IO sono un professionista (e spero non una mezza calzetta :-), al limite un mezzo calzettone :-) )
    Il 'vero professionista' NON USA una tecnologia al di fuori dell'ambito per cui e' stata inventata. 
    Cosa diversa per il "futuro professionista"/"lo studente"/il "professionista in altro ambito" di turno che usa gli LLM in tutti quei contesti in cui l'LLM puo' essere usato anche se non si dovrebbe, sopprattutto perche' ottiene un risultato in secondi/minuti, invece che in ore o giorni, e non serve andare nel dettaglio di quello che e' stato prodotto perche' per capire se il risultato ha senso, si dovrebbe GIA' SAPERE (a grandi linee) quale dovrebbe essere, o si dovrebbe STUDIARE.
    .
    Alcuni esempi?
    Avvocati che hanno utilizzato gli LLM per fare le relazioni da portare in tribunale, con riferimenti a leggi/sentenze totalmente inventate (letto da qualche parte)
    Compiti per casa fatti usando gli LLM, scrivendo "strafalcioni" che non hanno assolutamente senso (e quindi fondamentalmente SENZA AVER CAPITO gli argomenti coinvolti nella soluzione).
    Revisioni di articoli fatte con gli LLM.
    Giocattoli per bambini di 4-6 anni che spiegano esattamente come incendiare casa o descrivono dettagliatamente pratiche sadomado :-)
    ...
    .
    Sono certo al 99% (vabbe', diciamo il 90%) che chi usa questa tecnologia:
    1) non la capisce "veramente", perche' ne apprezza SOLO i risultati
    2) non ha idea dei limiti, che vede solo come "PROBLEMI che verranno risolti nella versione successiva" (la PERFETTA gallina dalle uova d'oro)

    "... la nuova versione di Claude SPACCA ..."
    "... la nuova versione di Gemini e' al TOP ... "
    .

    E' OVVIO che se uno vuole approfondire una qualunque conoscenza, lo puo' sempre fare.
    MA il problema e': quanti lo vorranno fare, visto che basta fare una domanda al ChatGPT/Cloude/Gemini di turno ed ottenere una risposta che SEMBRA ragionevole gia' la prima volta?.
    E la situazione andra' viav via peggiorando a mano a mano che "statisticamente" questi sistemi forniranno risposte sempre "MENO SBAGLIATE".
    .
    Insomma @Alka, 
    si, certamente, ho un'attegiamento "contestativo" nei confronti degli LLM.
    Ma non tanto nella tecnologia in se, che e' interessante, ma nell'abuso che se ne sta' facendo, e nell'approccio "idolatrativo" nei suoi confronti.
    Siccome esiste, "usiamola", "abbracciamola" ...
    Ogni volta che la uso, mi rendo conto che NON HA SENSO e per sua STESSA NATURA NON POTRA' MAI AVERE SENSO.
    .
    Sono saltati fuori che nell'arco di una manciata di anni avremmo creato la AGI (Artificial General Intelligence)!!!!!!
    Da un stupido modello "statistico"?????
    Senza capacita' di "astrazione"????
    Ma per piacere!!!!!!!
    .
    Inoltre, come si suol dire, "faccio sommessamente notare" che queste tecnologie le uso quasi quotidianamente e ho la necessita' di sapere ESATTAMENTE come funzionano.
    .
    Se a te piacciono, pazienza :-)
    .
    Chi vivra', vedra'

  • Re: Vibe coding in Pascal

    OT: "al mio via scatenate l'inferno" .... :)

    Mi piace la discussione che è stata generata sull'argomento, fà vedere vari punti di vista (magari non specificatamente tencinci) sull'argomento.

    Forse un pò distantante da Delphi (o Pascal in generale) però comunque dei punti di vista che nonostante siano decisamente lontani, se non agli antipodi, sono punti di vista secondo me con una valenza importante.

    Se partiamo dal contesto generale del "vibe coding" (che si usi, si faccia, si pensi o si veda è indifferente), io sono d'accordo con @migliorabile.

    @Alka ha le sue giuste motivazioni, alcune delle quali condivido ... come quella che una tecnica deve essere comunque conosciuta (anche per grosse linee, senza saperla padroneggiare), poi magari può non piacere o risultare completamente insignificante e controproduttiva però la cognizione di causa è necessario averla. Questo secondo me vale per tutto (in questo momento il mio riferimento è ovviamente riferito all'ambito della programmazione).

    Perchè sul vibe-coding sono in accordo con @migliorabile: parlando di Pascal in prima battuta, mi sono accorto come nei forum specifici compaiono sempre più spesso persone che chiedono lumi su parti di codice, poi approfondendo si capisce che tale codice è stata sviluppato dalla IA e che il tizio in questione ne sà tanto di Pascal quanto di una "operazione a cuore aperto".

    Il percorso che molti fanno è: tò guarda che bene ora ho l'IA che mi aiuta a sviluppare (... mi aiuta ....?????) in un linguaggio che mi è sempre piaciuto ma che non osavo affrontare ....

    Non si può fare così, e in questo sono pienamente d'accordo con @migliorabile. Il percorso deve passare tramite la conoscenza, ed è questo il messaggio che penso @migliorabile volesse proporre (ed è sicuramente il mio pensiero).

    Che poi il vibe-coding possa essere usato da programmatori che sanno cosa stanno facendo, questo non solo è lecito ma anche auspicabile. E qui @Alka ha ragione, "fare" (a me fare suona male però mi adeguo) vibe-coding invece di spendere ore ed ore di tempo è una opportunità che dovrebbe essere presa in considerazione.

    Per quello che riguarda Delphi o FPC (i due idiomi più diffusi e usati attualmente del Pascal) sino ad ora, prima dell'avvento di Claude Code 4.5, i risultati erano comunque scarsi e quasi sempre il gioco non valeva la "candela": il codice prodotto anche dopo diverse iterazioni non era comuqnue usabile ne manutenibile, occorreva intervenire pensantemente e ricordiamoci in un contesto dove il "vibe-coding" costa e si paga a token ... Tanto per dare qualche indicazione un abbonamento a Claude code và da € 20,00 ai € 200,00 circa e precisamente con tagli di € 20,00, € 100,00 e € 200,00 mensili (salvo offerte o altro).

    E molti di coloro che lo usano sono passati dal piano base (il Pro da € 17,00 mensili pagati anticipatamente annualmente) al piamo Max 20x (€ 200,00 mensili).

    Ho cercato più volte in maniera molto banale a fare una operazione semplice (dal punto di vista programmazione) ma noioso: replicare una interfaccia (una Form) sviluppata non in Pascal con i controlli grafici Delphi: non dico le interazioni tra i controlli ma semplicemente l'aspetto grafico.

    Non ci sono mai riuscito: proponendo lo screenshot dell'interfaccia all'IA mi sono sempre state presentate interfacce parziali (se così si può dire), quasi sempre neanche attinenti a ciò che era stato presentato e richiesto.

    Ora qualcosa stà cambiando sembra e con la nuova generazione di LLM anche il Pascal stà avendo una suo posto nell'Olimpo del "vibe-coding".

    Ecco, questo era più che altro il centro dell'argomento: il vibe coding in Delphi è effettivamente migliorato come proposto nell'articolo linkato ? E negli altri linguaggi la qualità dell vibe coding (stò parlando dei risultati e degli sforzi che è necessario impiegare per raggingerli) è decisamente superiore ?

    Però questo ritengo sia un'altro argomento di discussione che si aprirà con un altro TOPIC.

  • Re: Vibe coding in Pascal

    07/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    si, certamente, ho un'attegiamento "contestativo" nei confronti degli LLM.

    Non si era capito. :)

    07/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    Ma non tanto nella tecnologia in se, che e' interessante, ma nell'abuso che se ne sta' facendo, e nell'approccio "idolatrativo" nei suoi confronti.

    Questo però è un problema di chi ne abusa, non della tecnologia in sé.

    Inoltre, non capisco come mai ogni discussione che nasce in questo forum legato all'approfondimento tra persone senzienti, che non stanno facendo marketing, e che parlano di utilizzi e casi d'uso possibilmente interessanti di questo strumento, si dia per scontato che le persone che ne parlano ricadano nello stereotipo di totali sprovveduti, come gli avvocati che si sono fatti scrivere sentenze o ragazzini che si sono fatti fare il compito a casa.

    07/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    Siccome esiste, "usiamola", "abbracciamola" ...

    Appunto, come dicevo esattamente nella mia frase sopra.

    Nel momento in cui si segnala un "success case", si da per scontato che la persona che lo segnala non stia dicendo "ehi, guarda quale risultato qui è stato possibile raggiungere usando anche un LLM come parte del processo per raggiungere quel risultato o farlo in tempi più brevi", osservando i dettagli.

    Si da per scontato che la persona non stia raccontando una propria esperienza, ma stia di fatto promuovendo in modo acritico l'utilizzo di uno strumento solo per moda e solo per il fatto che esiste.

    In pratica stai dicendo che, a prescindere da come hai utilizzato un LLM, se ne parli allora "sei uno che sta idolatrando senza sapere". E se non sei tu a farlo, allora "ignori che sono tanti altri a farlo". Insomma, è sempre una critica alla persona giudicata credulona piuttosto che una discussione calata sui pro/contro del caso specifico.

    07/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    Sono certo al 99% (vabbe', diciamo il 90%) che chi usa questa tecnologia:

    Questo è un esempio di quanto dico sopra. Tra l'altro, la certezza è al 99% (o 90%, quindi piuttosto vacillante) sempre basata sul "fidati che te lo dico io".

    07/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    Inoltre, come si suol dire, "faccio sommessamente notare" che queste tecnologie le uso quasi quotidianamente e ho la necessita' di sapere ESATTAMENTE come funzionano.

    Ok, sbagliavo, non è un "fidati perché lo dico io", ma è un "fidati perché lo dice uno, che sono io, e che ti assicuro che so".

    Mi fido di quanto dici riguardo le tue conoscenze, ma io sono affezionato alle argomentazioni, non al principio di autorità.

    07/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    Ogni volta che la uso, mi rendo conto che NON HA SENSO e per sua STESSA NATURA NON POTRA' MAI AVERE SENSO. [...]

    Se a te piacciono, pazienza :-)

    Che è un po' come darmi del "povero credulone", per non dire "cogl....", così, a gratis. :)
    Ma ognuno è libero di avere degli altri l'opinione che crede. E non sono permaloso (da questo punto di vista).

    07/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    Chi vivra', vedra'

    Credo che non servirà nemmeno troppo tempo. :)

  • Re: Vibe coding in Pascal

    @Alka, MAI detto parolacce, e MAI sottointeso qualcosa di negativo. 
    Al limite "sarcastico".
    Avere un po' di SANO "scetticismo" non fa male. 

    Quando tu dici/scrivi:

    "... nel momento in cui si segnala un "success case" ..."

    ti dimentichi le segnalazioni di TUTTI i "failed cases", cioe' TUTTI i casi in cui il sistema NON HA funzionato.

    E' un po' come la pubblicita' per fidarsi dei "numerologi" che vendono i numeri da giocare. 
    SUPPONENDO anche che vengano intervistati quelli che hanno REALMENTE vinto dopo aver acquistato i numeri dal "numerologo" di turno (non ci crede nessuno, MA facciamo finta che ...), non si tiene conto di TUTTI I CASI in cui il sistema ha fallito. 

    Nessuno ti dice: 

    ATTENZIONE il sistema e' INERENTEMENTE INAFFIDABILE. 
    Le risposte sono PURAMENTE STATISTICHE, quindi il sistema ALLUCINA PER COSTRUZIONE.
    Ogni tanto POTREBBE fornire risultati corretti.

    :-)

    Al massimo ti dicono: 

    "La risposta AI POTREBBE contenere degli errori" - "AI responses may include mistakes"

    (appena controllato con AI Overview di Google), scaricandosi la responsabilita' se uno usa le risposte come se fossero corrette.

    Con l'esempio del tizio che ha sostituito il "cloruro di sodio" con il "bromuro di sodio"! 

    E purtroppo hai pure ragione! Non servira' tanto tempo per vederne gli effetti (devastanti?).

  • Re: Vibe coding in Pascal

    @Delphinium, la qualita' dell'artefatto generato da un testo e per un specifico linguaggio di programmazione DIPENDE dal training, NON da un sistema "deterministico". Quindi, SE il sistema funziona male, BASTA addestrarlo di piu' con un dataset PIU' AMPIO. Quindi vedrai miglioramenti nella versione SUCCESSIVA :-)
    MA RIMANE un artefatto generato STATISTICAMENTE, SENZA NESSUNA ASSICURAZIONE di correttezza sintattica/semantica.
    Semplicemente, SE fai una richiesta che e' gia' stata vista (il classico esempio e' lo svolgimento di un esercizio di programmazione) hai una buona PROBABILITA' che il sistema ti risponda correttamente. Ma gia' usando termini diversi, anche se sinonimi, NON E' DETTO che il sistema sia in grado di rispondere correttamente.

  • Re: Vibe coding in Pascal

    07/12/2025 - migliorabile ha scritto:

    @Delphinium, la qualita' dell'artefatto generato da un testo e per un specifico linguaggio di programmazione DIPENDE dal training, NON da un sistema "deterministico". Quindi, SE il sistema funziona male, BASTA addestrarlo di piu' con un dataset PIU' AMPIO. Quindi vedrai miglioramenti nella versione SUCCESSIVA :-)
    MA RIMANE un artefatto generato STATISTICAMENTE, SENZA NESSUNA ASSICURAZIONE di correttezza sintattica/semantica.
    Semplicemente, SE fai una richiesta che e' gia' stata vista (il classico esempio e' lo svolgimento di un esercizio di programmazione) hai una buona PROBABILITA' che il sistema ti risponda correttamente. Ma gia' usando termini diversi, anche se sinonimi, NON E' DETTO che il sistema sia in grado di rispondere correttamente.

    Si, conosco bene l'argomento ed è come dici tu. Ovviamente non si inventa nulla, però la qualità o bontà della "generazione" (passatemi il termine improprio, parlare di generazione con la IA è quanto mai improprio) si basa anche su questo, ovvero sul richiedere qualcosa di non totalmente nuovo e osservarne i risultati.

    Su altri forum si stanno tenendo delle discussioni su questo stesso TOPIC, ed è interessante leggere ciò che persona come "Dalija Prasnikar", notissima negli ambienti Delphi e non solo, MVP Embarcadero e moderatrice su StackOverflow ha da dire.

    Per chi è curioso rimando al link della discussione su Delphi-PRAXiS (in inglese): https://en.delphipraxis.net/topic/14788-vibe-coding-with-delphi-when-artificial-intelligence-becomes-your-pair-programmer/?do=findComment&comment=110549

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26 risposte