Secondo me il principale difetto dell'e-democracy è che il controllo dei server è centralizzato e in mano a poche persone, per cui ti basta corrompere quelle poche persone per falsare completamente le votazioni.
Col sistema attuale, invece, lo spoglio delle schede è distribuito in migliaia di seggi, ognuno dei quali controlla qualche centinaio/migliaio di schede; quindi, se da un lato è più facile che su diverse migliaia di scrutatori ce ne sia qualcuno facile da corrompere, dall'altro è molto difficile (anche dal punto di vista economico) riuscire a corromperne abbastanza da falsare significativamente il risultato finale.
Oltre a questo, sarebbe da capire fino a che punto delle persone che non fanno i politici di professione, ma anzi hanno solitamente un altro lavoro che li tiene occupati almeno 8 ore al giorno, riescano ad essere sufficientemente preparati e competenti su ciò che vanno a votare; si tratterebbe di passare ogni giorno diverse ore a studiare pagine e pagine di proposte di legge, emendamenti e via dicendo, valutandone attentamente i pro e contro e le interazioni con le innumerevoli altre norme già esistenti. In alternativa, ci si dovrebbe basare sulle sintesi fatte da altri (i politici), che è quello che in generale accade già oggi con i referendum.