[università] scelte del futuro

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70 Risposte - Pagina 2

  • Re: [università] scelte del futuro

    Lucios ha scritto:


    E chi ha parlato di ingegneria informatica? Allora esisteva Ingegneria elettronica con tutte le sottospecialità (telecomunicazioni, bioelettronica, ecc. ecc.). E' vero che scienze dell'informazione è degli anni 70, almeno mi pare di ricordare, ma era una novità assoluta.
    Vabbè ma non sono mica sinonimi, elettronica e informatica.
    Ad esempio le mie carenze gigantesce in elettronica e peggio ancora in elettrotecnica sono uno dei "difetti" maggiori che mi riconosco.
    Ripeto solo: una laurea oggi serve come start, il resto deve essere farina del tuo sacco.
    Concordo pienamente.
    Però chiarirei bene "quale" laurea.
    Se vuoi lavorare ad esempio nelle telecomunicazioni o reti etc. ci sono lauree specialistiche ingegneristiche che sono l'unico posto (oltre alle grandi multinazionali) dove poter avere una certa formazione, c'è poco da dire.

    Imparare invece a fare 4 programmelli java o 3 paginette HTML (perchè questo è grosso modo il livello delle lauree generiche informatica-ingegneria informatica) non è poi così esaltante, almeno per come intendo io la laurea.

    Cioè la domanda rimane: perchè si vuol far qualcosa? Se si hanno le idee chiare tutto bene.

    Ti alleni a calciare i rigori perchè vuoi fare il calciatore? tutto bene.
    Ti alleni a calciare i rigori, ma vuoi giocare a tennis? forse è meglio ragionarci sopra.
  • Re: [università] scelte del futuro

    +m+
    Vabbè ma non sono mica sinonimi, elettronica e informatica.
    Vero, però buona parte della prima generazione di softwaristi è arrivata da li.
    Ad esempio le mie carenze gigantesce in elettronica e peggio ancora in elettrotecnica sono uno dei "difetti" maggiori che mi riconosco.
    Beh, mica si può essere "tuttologi" certo è che il lavoro di hardwarista puro, almeno nella mia zona, è difficile da trovare...
    Imparare invece a fare 4 programmelli java o 3 paginette HTML (perchè questo è grosso modo il livello delle lauree generiche informatica-ingegneria informatica) non è poi così esaltante, almeno per come intendo io la laurea.
    Non ho titolo per ribattere a questo però, se hai la fortuna di avere i docenti giusti, dovresti almeno sviluppare una "forma mentis" che ti potrebbe aiutare nell'affrontare le sfide lavorative. E' chiaro che se studi da pecora solo per avere la laurea da esporre...
  • Re: [università] scelte del futuro

    Lucios ha scritto:


    ...dovresti almeno sviluppare una "forma mentis" che ti potrebbe aiutare nell'affrontare le sfide lavorative. ...
    questo è come sventolarmi davanto un drappo rossonero.
    La "forma mentale", il "metodo di studio" sono tutte proposizioni vuote, per quanto mi riguarda, di qualsiasi significato.

    Posso dirti come si "formava la mente" ai "miei tempi" (non nel jurassico!).

    Si dava un progetto, e se per farlo dovevi fare dei programmi immensi (che nessuno ti aveva spiegato), che oggi sarebbero più complessi delle tesine di laurea... cavoli tuoi.

    Esattamente come succede nel mondo del lavoro: ti dò l'obiettivo, poi sono ...zzi tuoi arrivarci. Se devi scriverti un assemblatore a passata singola, e nessuno ti ha mai spiegato come si scrive un assemblatore a passata singola, e non sai neppure da che parte partire, pazienza, è un tuo problema.

    Si dà per scontato che lo studente faccia tutto quello necessario per risolvere il problema, compreso studiare 10 volte di più di quello che sarebbe in teoria previsto.

    Non ci sono, per quanto mi riguarda, altri metodi di insegnamento validi, diversi da "la necessità aguzza l'ingegno".

    Puoi allenarti anche camminando, invece di correre. Certo fai meno fatica.
    Certo non ti sporchi i vestiti.
    Ma se vuoi giocare in serie A allenarti camminando non ti porterà lontano: più duro l'allenamento, maggiore la probabilità di farcela nella competizione.
    Devi allenarti a correre sotto la pioggia in mezzo al fango coi difensori che tentano di falciarti continuamente o atterrarti con mosse di kung fu, se vuoi "forse" riuscire nel lavoro e nella vita.
  • Re: [università] scelte del futuro

    Sto girovagando nella rete è vedo che comunque sia chi ha frequentato il corso di ingegneria o di informatica, consiglia di andare in ingegneria e chi in informatica . frequentando una scuola industriale di indirizzo informatico , mi piace più frequentare un'università informatica che un'università di ingegneria informatica in cui le materie come fisica,chimica e elettronica non mi fanno impazzire.. Ripeto ho ancora un anno per decidere .
  • Re: [università] scelte del futuro

    Mozillaro ha scritto:


    sto girovagando nella rete è vedo che comunque sia chi ha frequentato il corso di ingegneria o di informatica, consiglia di andare in ingegneria e chi in informatica . frequentando una scuola industriale di indirizzo informatico , mi piace più frequentare un'università informatica che un'università di ingegneria informatica in cui le materie come fisica,chimica e elettronica non mi fanno impazzire.. Ripeto ho ancora un anno per decidere .
    Bha 99% del corso di ingegneria informatica è identico a informatica, non ti porre questi problemi esistenziali, nel caso vai ad ingegneria senza pensarci minimamente.

    Tanto di roba inutilissima a informatica ne avrai a bizzeffe, compreso (per la verità adesso credo non si facciano pure neanche nella specialistica) esami matematici spesso indigesti

    Ma la domanda permane: PERCHE' vuoi iscriverti?
    Se non chiarisci questo è inutile suggerire ingegneria, farmacia o magari niente del tutto.
  • Re: [università] scelte del futuro

    Io Vorrei Iscrivermi perchè voglio trovare un posto nel mondo del lavoro che non sia un lavoro che sanno fare chiunque ma un lavoro che sappiano fare gente esperta che sia utile per il mondo che verrà e la facoltà in cui sarei agevole è l'informatica che sia ingegneria o meno , basta che ci sia scritto informatico con alte competenze. Non ho nulla da perdere .
  • Re: [università] scelte del futuro

    questo è come sventolarmi davanto un drappo rossonero.
    Mi dispiace ma il calcio è l'ultimo dei miei interessi
    La "forma mentale", il "metodo di studio" sono tutte proposizioni vuote, per quanto mi riguarda, di qualsiasi significato.
    Non so cosa ti ha reso così cinico nei confronti dell'università, io ti posso solo dire che ho avuto a che fare con un paio di giovani neolaureati triennali che mi erano stati affiancati a scopo apprendimento e che, pur constatando che sapevano veramente poco (erano loro stessi ad ammetterlo), sono riuscito a "impararli" (scusami la becera forma verbale) velocemente. Ho notato che assorbivano meglio le informazioni e affrontavano le metodologie lavorative con una impostazione logica corretta che ho imputato allo studio.
    Ma forse sono solo stato fortunato...
  • Re: [università] scelte del futuro

    @Mozillaro, i migliori consigli che dovresti seguire sono i seguenti:

    1) non ascoltare i consigli negativi: e' tutta invidia
    2) fai quello che ti ispira di piu'
    3) non guardare ai soldi

    Devi lavorare per 8 ore al giorno, 5 giorni la settimana, 40/50 settimane all'anno, per 30/40 anni.
    Se non fai un lavoro che ti piace, non c'e' stpendio che te lo possa far digerire.

    Se fai un lavoro che ti piace, lo farai indubitabilmente meglio di quelli che lo fanno al solo scopo di portare a casa la pagnotta.
    Con la conseguenza che lo farai meglio.

    E la bravura, prima o poi, paga.

    Non tutti i datori di lavoro sono stupidi, e non tutti i lavori sono di basso profilo.

    I ricchi sono circa l'1% della popolazione (statistica letta su Internet, ma anche se non dovesse essere cosi', poco importa), e i SUPER ricchi sono 2000 su 7.000.000.000.

    Il che vuol dire che farai parte del 99% delle persone che si devono guadagnare la pagnotta.

    Seconda cosa: l'informatica NON E' SOLO paginette web o app per cellulari. Per queste attivita' non serve una grande competenza informatica.
    E quindi possono essere svolte da un sacco di persone, con la ovvia conseguenza dei bassi stipendi.

    La fortuna e' proprio questa: la cultura media e' bassa, anche tra i laureati, e ci sono poche persone con un'adeguata competenza/professionalita'/passione.

    E, altro errore, molti guardano piu' ai soldi che non guadagnano che non a fare bene il proprio lavoro.
    E si rodono per quelli (piu' fortunati) che guadagnano di piu'.

    Il tuo obbiettivo non dovra' essere quello di fare paginette Web, o App, ma fare quei lavori per il quale non ci sono abbastanza persone in grado di svolgerlo. E farlo bene, se non meglio degli altri, almeno bene quanto i migliori.

    Ma per queste attivita' ti serve un bagaglio culturale di base che solo l'universita' ti puo' dare. Ed eventualmente il dottorato.

    Attenzione, SOLO DI BASE, perche' poi dovrai rimboccare le maniche per imparare quello che manca.

    Ad esempio, uno dei lavori che prendera' piede nei prossimi anni e' probabilmente il Data Scientist (lo Scienziato dei Dati).
    E' un profilo che non e' ne uno statistico, ne un informatico, ma deve avere competenze spinte in entrambe le discipline.

    Se provi a leggere un testo di Machine Learning o di Statistical Learning (anche un banale testo introduttivo) ti accorgerai di quale sia il bagaglio di conoscenze necessario solo per capire i concetti descritti, ancora prima di sapere come meterli in pratica.

    Altro esempio, un problema che mi e' capitato di affrontare qualche tempo fa, e per fortuna solo per un esercizio, e' stato il seguente: capire se una frase scritta in Italiano sia positiva/negativa/neutra.

    Cioe' fare della Sentiment Analysis.

    Attualmente, per l'Italiano, esiste pochissimo: l'Italiano e' una lingua complessa, piena di sfaccettature, al contrario della lingua Inglese.

    Sviluppare algoritmi efficenti per fare analisi su testi in Italiano, e magari Spagnolo, Francese e lingue simili, non e' banale.
    Servono persone e competenze: statistica, linguistica, e, ovviamente, informatica.

    Certo, non ti serve per fare paginette web: ma fare paginette web NON E' l'unico lavoro che uno puo' fare

    Ti faccio un'altro esempio: se sei un patito di videogiochi, non potrai non apprezzare la qualita' ed i dettagli delle scene, la velocita' delle azioni, la qualita' dell'illuminazione.

    Tutte queste caratteristiche NON SONO solo legate ad una scheda video potente, ma sono legate SOPPRATTUTTO ad algoritmi, strutture dati, modelli geometrici e di illumninazione, pensati per rendere efficiente il rendering di ogni scena.

    Non penserai mica che questi algoritmi, queste strutture dati o questi modelli siano cose banali, spero. O che le trovi nel fustino del Dixan!

    Sono il frutto di ricerche, studi, modelli matematici, modelli statistici, estremamente complessi, inventati/scoperti da persone che hanno studiato anni o decine di anni.

    Quello che ti posso assicurare che NON HAI LA MINIMA IDEA di quanto vasto sia il settore dell'Informatica, e delle cose che potresti fare, al di la della paginetta Web o dell'App.
  • Re: [università] scelte del futuro

    Mozillaro ha scritto:


    Io Vorrei Iscrivermi perchè voglio trovare un posto nel mondo del lavoro che non sia un lavoro che sanno fare chiunque ma un lavoro che sappiano fare gente esperta che sia utile per il mondo che verrà e la facoltà in cui sarei agevole è l'informatica che sia ingegneria o meno , basta che ci sia scritto informatico con alte competenze. Non ho nulla da perdere .
    Parole Sante!

    Altra piccola nota: NON SERVE essere SUPERINTELLIGENTI, per fare qualcosa di buono.

    Serve FONDAMENTALMENTE PASSIONE, curiosita', dedizione, impegno. In altri termini, il lavoro DEVE PIACERE.

    Poi, la testa e' quella che e', e non ci si puo' fare nulla.
    C'e' chi legge una volta un libro e lo capisce al volo, e chi ci deve sbattere la testa 100 volte.
    L'importante e' essere convinti che NULLA E' IMPOSSIBILE, almeno per quanto riguarda lo studio.
    E' solo questione di mettersi di impegno e studiare!
  • Re: [università] scelte del futuro

    Lucios ha scritto:


    questo è come sventolarmi davanto un drappo rossonero.
    Mi dispiace ma il calcio è l'ultimo dei miei interessi
    Sono i casi della vita...
    Non so cosa ti ha reso così cinico nei confronti dell'università,
    magari perchè la frequento spesso?
    Se potessi far sentire cosa dicono i professori sugli studenti odierni... sembreri il più forte sostenitore dell'università italiota!
    io ti posso solo dire che ho avuto a che fare con un paio di giovani neolaureati triennali che mi erano stati affiancati a scopo apprendimento e che, pur constatando che sapevano veramente poco (erano loro stessi ad ammetterlo)
    Cioè mi stai dando ragione...
    , sono riuscito a "impararli" (scusami la becera forma verbale) velocemente.
    E mi stai ridando ragione, cioè che vanno "imparati" in azienda (e allora, mi verrebbe da dire, cosa ci fanno col piezzo-de-carta?)

    Anche sotto il profilo che mica sono tutti idioti, è ovvio.
    Non è che se fossi nato 20 anni dopo sarei stato più o meno in gamba: chi vale vale, e viceversa.
    Distinguiamo il talento personale con le nozioni imparate o no
  • Re: [università] scelte del futuro

    migliorabile ha scritto:


    Ti faccio un'altro esempio: se sei un patito di videogiochi, non potrai non apprezzare la qualita' ed i dettagli delle scene, la velocita' delle azioni, la qualita' dell'illuminazione.

    Tutte queste caratteristiche NON SONO solo legate ad una scheda video potente, ma sono legate SOPPRATTUTTO ad algoritmi, strutture dati, modelli geometrici e di illumninazione, pensati per rendere efficiente il rendering di ogni scena.

    Non penserai mica che questi algoritmi, queste strutture dati o questi modelli siano cose banali, spero. O che le trovi nel fustino del Dixan!
    Riconosco di essere invidioso.
    Ma, visto che videogiochi ne ho scritti di mio "pugno", ti segnalo che si usano praticamente sempre, per non dire sempre, oggi, toolkit
    già belli che fatti, pubblici o privati che siano.
    Non è che parti da zero, parti da 100-qualcosina.
    Quindi sì, se lavori in una software house di videgiochi te li trovi praticamente sempre nel fustino del Dixan.
    Molto interessate, sotto questo profilo, è studiare i sorgenti di Doom e delle sue varie evoluzioni, ce ne sono un certo numero rilasciati.
    Certo non sono all'ultimissimo grido, ma danno informazioni precise su come si muove l'industria videoludica in concreto.

    Sul resto: MAGARI bastasse farsi il mazzo, impegnarsi blablabla per avere successo professionale. MAGARI fosse così.
    Soprattutto in Italia è spesso l'eccezione, non la regola.
  • Re: [università] scelte del futuro

    @+m+ qualcuno, quel toolkit, lo ha scritto, pero'!

    C'e' chi si accontenta di fare il meccanico/manovale, e chi, invece, vuole progettare motori/grattacieli.

    Servono tutti e due.

    Ma non trovo per nulla convincente che consigliare di fare il meccanico/manovale sia un bel modo di ragionare.

    Tu, quei toolkit per fare grafica 3D, li hai usati, io li ho realizzati.

    Vabbe' non era per videogiochi, ma sempre un motore di raytracing implementato di mio pugno si tratta!

    Invece quello che non si comprende e' che compito della scuola/universita' NON E' QUELLO DI INSEGNARE UN LAVORO!

    Ma quello di INSEGNARE COME IMPARARE quello che serve per IL LAVORO.

    E poi QUALE LAVORO? Anche solo limitandosi ad un'unico argomento, ci sono N-mila specializzazioni/sfaccettature, per ogn'una delle quali servono ANNI per acquisire sufficenti competenze. Che fai, se scegli una a scapito di tutte le altre?

    Le scuole professionali insegnano un lavoro. Se uno si accontenta, questa e' la scuola da frequentare.
  • Re: [università] scelte del futuro

    migliorabile ha scritto:


    @+m+ qualcuno, quel toolkit, lo ha scritto, pero'!
    Certo, ma quanti?
    3 lo scrivono, 3.000 lo usano
    Invece quello che non si comprende e' che compito della scuola/universita' NON E' QUELLO DI INSEGNARE UN LAVORO!

    Ma quello di INSEGNARE COME IMPARARE quello che serve per IL LAVORO,

    Le scuole professionali insegnano un lavoro. Se uno si accontenta, questa e' la scuola da frequentare.
    Mah... Per "insegnare come imparare" ci metto massimo 2 giorni, se basta quello divento medico entro lunedì.
    Lasciamo stare, per favore, queste ... del tipo "imparare a imparare" o "forma mentale" o ... del genere.
    Quando vai dal medico te ne freghi se sa imparare o non so che, vuoi che sappia fare il SUO LAVORO.
    Se ti accontenti...
  • Re: [università] scelte del futuro

    +m+ ha scritto:


    Certo, ma quanti?
    3 lo scrivono, 3.000 lo usano...
    Essere uno dei 3 e' decisamente piu' interessante che essere uno dei 3000
  • Re: [università] scelte del futuro

    migliorabile ha scritto:


    +m+ ha scritto:


    Certo, ma quanti?
    3 lo scrivono, 3.000 lo usano...
    Essere uno dei 3 e' decisamente piu' interessante che essere uno dei 3000
    Sono del tutto concorde.
    Sotto questo profilo rimarco l'importanza di studiare "qualcosa" avendo ben chiaro il "perchè".

    Vuoi diventare un esperto di animazioni? => fai questo
    Vuoi fare il webcoso ? => fai quello
    Vuoi lavorare senza troppo stress e facendoti ragionevolmente una vita ? => ...
    Vuoi fare il medico ? => vai a medicina

    Da questo punto di vista ritengo le tue considerazioni del tutto corrette.

    Il problema si pone qui, a mio avviso

    ... non so cosa fare ... => mi iscrivo ad una generica facoltà di informatica\ingegneria informatica
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